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Al Tempio di Pomona la mostra fotografica della polizia scientifica Cronaca 

Al Tempio di Pomona la mostra fotografica della polizia scientifica

Un inedito  Mussolini in una foto segnaletica della polizia svizzera, che lo aveva arrestato nel 1903 come agitatore, il sequestro di Aldo Moro. Poi, negli anni più recenti, i “pizzini” di Bernardo Provenzano, l’incendio doloso alla Città della Scienza a Napoli, la strage dei ghanesi a Castel Volturno, l’alluvione di Sarno. Stragi, omicidi, catastrofi naturali: la polizia scientifica si racconta attraverso la mostra “Frammenti di storia”, ospitata a Salerno al Tempio di Pomona fino a domenica 13 gennaio. L’esposizione aperta al pubblico è stata inaugurata alla presenza del Capo della Polizia Franco Gabrielli. Presentata dal direttore centrale della Polizia Criminale, la mostra ripercorre la storia d’ Italia  attraverso immagini, impronte e sopralluoghi della polizia. Dai vecchi schedari con le foto su carta ai primi identikit, realizzati solo grazie all’abilità dei ritrattisti, dalle prime polaroid fino ai moderni test effettuati nei laboratori di genetica.

Il Capo della Polizia, Gabrielli nel suo intervento ha dichiarato che con questa iniziativa “cerchiamo di rendere giustizia ad una storia, a straordinari personaggi che l’hanno resa possibile e hanno reso possibile quello che oggi noi siamo e che ci consente di guardare al futuro con l’impegno che caratterizza l’opera dei nostri uomini e delle nostre donne”.
Il Direttore Centrale della Polizia Criminale, Rizzi ha sottolineato i valori di eccellenza internazionale della Polizia Scientifica, in un breve excursus storico dalla sua fondazione ai giorni d’oggi, evidenziando in particolare le avanzatissime tecnologie attualmente a disposizione che la pongono all’avanguardia mondiale.

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