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Assalto a portavalori su Sa-Av: dall’esame dei reperti molti indizi utili Cronaca 

Assalto a portavalori su Sa-Av: dall’esame dei reperti molti indizi utili

E’ dall’analisi delle tracce lasciate in autostrada, come dall’esame dei mezzi dati alle fiamme dai banditi per coprirsi la fuga, che si cerca di dare volti e nomi al commando che ha assaltato i portavalori della Cosmopol sulla Salerno-Avellino, portando via un bottino da due milioni e seminando il panico.

Decisive potrebbero rivelarsi le dichiarazioni dei testimoni oculari, tra le decine di automobilisti che hanno assistito all’assalto, degno di un film. Molti di loro si sono visti puntare contro pistole e kalashnikov. Alcuni sono stati rapinati delle loro auto usate per la fuga dal commando o date alle fiamme per ostacolare i soccorsi e potersi dileguare.

Stavolta, però, sembra che di tracce ve ne siano abbastanza. Anche perché l’arrivo di un carabinieri fuori servizio e di due poliziotti della Stradale ha rovinato i piani della banda, costretta ad agire in fretta e forse a commettere degli errori.

A cominciare dalle frasi pronunciante da alcuni dei malviventi: i testimoni hanno riferito di aver percepito chiaramente un accento pugliese. E poi i tempi dell’assalto, che si sono allungati per il ritardo del passaggio dei portavalori. Ma anche per il conflitto a fuoco ingaggiato con Carabinieri e Polizia.

Sulle auto incendiate in tutta fretta, poi, qualcuno degli assalitori potrebbe aver lasciato indizi importanti. Una cosa è certa: un colpo del genere, organizzato nei minimi dettagli, con il coinvolgimento sul campo di una ventina di compari e l’utilizzo finanche di un escavatore per scardinare i portavalori non si può fare senza solidi appoggi.

I basisti, infatti, potrebbero trovarsi in provincia di Salerno, nell’agro nocerino sarnese, tanto per fare un esempio. Mentre la manovalanza sicuramente è in maggioranza pugliese, visto di assalti di questo genere, ultimamente, da quelle parti se ne contano parecchi.

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