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CCIA: il candidato degli industriali è Prete. Ora caccia agli altri voti Cronaca 

CCIA: il candidato degli industriali è Prete. Ora caccia agli altri voti

Confindustria Salerno, al termine della riunione di giunta, ha dato il via libera all’imprenditore Andrea Prete, attuale Past President, in funzione dell’esperienza maturata alla guida dell’Associazione degli Industriali e del ruolo svolto negli anni in seno al Consiglio Camerale, per guidare la Camera di Commercio di Salerno. Il Consiglio Direttivo di Confindustria Salerno all’unanimità, nel condividere la proposta, ha dato pieno mandato al presidente Maccauro per dialogare con le altre organizzazioni di rappresentanza al fine di addivenire nei tempi più brevi possibili alla definizione del nuovo assetto di governance della Camera di Commercio di Salerno. Il tempo stringe e necessariamente devono essere trovati, nel giro di pochissime ore, almeno 19 voti per far eleggere Andrea Prete nel Consiglio convocato per mercoledì 2 settembre, in prima o seconda seduta. Perché gli industriali possono contare su 4 elettori (Maccauro, Prete, Agostino Gallozzi e Aniello Russo). E ai quattro di Assindustria se ne devono aggiungere almeno altri 8, di componenti del Consiglio camerale cooptati e già convinti della bontà dell’operazione dai “delegati” del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha deciso di mettere il suo “timbro” pure su questa elezione. Prete sembra essere un candidato capace di mettere d’accordo tutti, anche i più recalcitranti, nell’ottica del rilancio dell’azione camerale sotto l’egida della Regione Campania, in un percorso virtuoso di filiera istituzionale che dovrebbe tenere dentro tutte i settori economici e tutte le priorità del territorio: dall’utilizzo corretto dei fondi europei, agli investimenti per la promozione delle eccellenze salernitane, passando per il sostegno alle aziende e all’aeroporto Costa d’Amalfi, di cui la Camera di Commercio di Salerno detiene le quote di maggioranza. Andrea Prete dovrebbe essere quel trait d’union fra l’ente di Via Roma e la Regione che negli ultimi tempi è mancato; oltre a costituire una garanzia per l’affiancamento all’amministrazione comunale del capoluogo. 

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