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Cinquant’anni fa i moti di Battipaglia: la prima, vera, rivolta per il lavoro al Sud Cronaca 

Cinquant’anni fa i moti di Battipaglia: la prima, vera, rivolta per il lavoro al Sud

A 50 anni dai “moti di Battipaglia” la Cgil, il Comune di Battipaglia e l’associazione “Battipaglia 9 aprile 1969” danno vita a tre giorni di confronto, dibattiti e mostre per analizzare una delle prime rivolte popolari contro la chiusura della principale azienda agricolo-industriale del territorio, la Saim. Centinaia di operai rischiavano di rimanere senza lavoro da un giorno all’altro e così si mobilitò un intero territorio. La repressione fu durissima.

“I moti di Battipaglia”- come furono ribattezzati- sfociarono in violenti scontri con le forze dell’ordine e lasciarono sul campo due caduti: la maestra Teresa Ricciardi, colpita al petto da un proiettile mentre seguiva la protesta dal suo balcone; ed uno studente giovanissimo, Carmine Citro. Decine furono i feriti. Gli scatti, i racconti e la rabbia di quei giorni d’aprile del ’69 rivivono in un allestimento alla scuola de Amicis di Battipaglia. 

A distanza di 50 anni la piana del Sele continua a vivere una profonda crisi economica ed industriale. Le recenti storie della Cooper e della Treofan lo provano con chiusure di stabilimenti e licenziamenti. C’è poi la piaga del caporalato, l’altra faccia dello sviluppo dell’agroalimentare, su cui la Cgil è in prima linea su questi territori; con le sue sedi sempre aperte per raccogliere denunce, segnalazioni.  Ed offrire assistenza a quanti vengono sfruttati. I 50 anni dei moti battipagliesi diventano l’occasione per approfondire il ruolo del sindacato alle prese ieri come oggi con le grandi trasformazioni nazionali ed internazionali.

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