Voi siete qui
Clan Batti decapitato da operazione DDA Napoli: undici arresti Cronaca 

Clan Batti decapitato da operazione DDA Napoli: undici arresti

Sono due le ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno nei confronti di 11 persone. Ordinanze emesse nell’ambito di uno stesso procedimento dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Nove le persone finite in carcere, altre due agli arresti domiciliari. Per gli investigatori sono promotori, affiliati o agevolatori di una nuova associazione mafiosa armata: il cosiddetto clan Batti, con base nei Comuni di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno e zone limitrofe. Le accuse sono pesanti: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di arma da fuoco, estorsione e violenza privata, aggravate dal metodo mafioso e dallo scopo di favorire il clan Batti.

Le indagini hanno preso spunto dai tentati omicidi di Luigi Avino e di Mario Nunzio Fabbrocini (entrambi nel 2013), in un’area tradizionalmente controllata dal clan Fabbrocino, il che ha fatto pensare ad un’alterazione degli equilibri criminali. Sono stati alcuni collaboratori di giustizia a rivelare che già nel 2008 i Batti erano stati autorizzati dal clan Fabbrocino a spacciare stupefacenti a San Giuseppe Vesuviano, dietro versamento di una quota di proventi. Col tempo, però, i Batti si sono affrancati, acquisendo potere ed autonomia sul territorio. Oltre agli arresti, i Carabinieri hanno anche sequestrato beni del clan per oltre sette milioni di euro.

La seconda ordinanza di custodia cautelare nasce da un’indagine della Guardia di Finanza di Salerno sull’approvvigionamento di droga da parte del clan. E’ emerso il coinvolgimento di operatori portuali salernitani, incaricati dal gruppo camorristico di agevolare l’uscita dal porto di container frigo carichi di banane ma anche di stupefacenti, nascosti nel vano motore. I finanzieri del Gico sono risaliti alla partenza dall’Ecuador e alla destinazione in Olanda passando per Salerno, rintracciando tutta la droga destinata al clan Batti. Le fiamme gialle hanno sequestrato agli indagati beni per oltre 2,5 milioni.

Related posts