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Coldiretti: dopo la strage causata dal cinipede tornano le castagne tricolori Curiosità 

Coldiretti: dopo la strage causata dal cinipede tornano le castagne tricolori

DALLA CAMPANIA PRIMA DEL CINIPIDE 1/3 DELLA PRODUZIONE NAZIONALE CON 3 IGP

Il 2017 verrà ricordato come l’anno in cui, a livello nazionale è aumentato del 25% il raccolto di castagne in Italia dopo una strage che ne aveva fatto temere l’estinzione per colpa degli attacchi del cinipede, la vespa cinese del castagno, un parassita proveniente dalla Cina che ha invaso i boschi e decimato i raccolti dell’ultimo decennio.

Coldiretti, nel sottolineare che si tratta di una positiva inversione di tendenza spiega anche che il dato è la dimostrazione del successo della guerra biologica nella lotta al cinipide galligeno del castagno, che provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni.

A sconfiggere il parassita l’insetto Torymus sinensis, un imenottero che ne è un antagonista naturale.

Complessivamente va registrata una netta ripresa dello stato di salute di quello che – ricorda la Coldiretti – Giovanni Pascoli chiamava “l’italico albero del pane”, anche se la realtà nazionale risulta disomogenea per via della siccità, con aumenti produttivi notevoli dal Veneto alla Lombardia e dal Piemonte alla Campania (che è la principale regione produttrice) mentre cali fino al 40% si registrano in Toscana, Emilia-Romagna e anche in Calabria.

Il raccolto di castagne Made in Italy, con una qualità comunque ottima, si dovrebbe attestare quest’anno tra i 25 e i 30 milioni di chili, che è comunque la metà di quello di dieci anni fa (e un trentesimo della produzione del 1911 829 milioni di chili). Nonostante la ripresa della produzione nazionale Coldiretti chiede di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia: la produzione Made in Italy – precisano i coltivatori – conta quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno che hanno ottenuto il riconoscimento europeo.

Nella nostra regione sono riconosciute la Castagna di Montella Igp, il Marrone di Roccadaspide Igp e il Marrone di Serino IGP. Dalla Campania prima del cinipide arrivava 1/3 della produzione nazionale, con 13,3 mila ettari (Istat 2007) e nove tipologie colturali distinte in relazione all’ambiente.

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