Dia notifica avviso conclusione indagini per bancarotta Iacp Futura

Avviso di conclusione indagini per sette persone coinvolte nella bancarotta fraudolenta di Iacp Futura. Il nucleo originario dell’indagine sulla bancarotta fraudolenta di Iacp futura si forma sette anni fa, quando la direzione distrettuale antimafia di Salerno- con il sostituto Vincenzo Montemurro- indagava imprenditori, professionisti ed esponenti politici nell’ambito di un’altra operazione, denominata “Criniera”, che interessò Pagani ed altri territori dell’agro. Tra le sette persone che hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini, notificato dalla Dia di Salerno guidata dal ten.col. Giulio Pini, c’è anche l’ex consigliere provinciale Massimo d’Onofrio, all’epoca dei fatti presidente del consiglio comunale di Pagani e membro del consiglio d’amministrazione della “Iacp futura s.c.a.r.l.”, poi ricapitalizzata in “Iacp futura s.r.l.”. Per la Procura d’Onofrio e gli altri indagati avrebbero messo in atto condotte per disperdere il patrimonio di Iacp futura. Avviso di conclusione indagini anche Gaetano Chirico, dapprima presidente di “Iacp Salerno”, successivamente commissario straordinario e poi presidente della “Iacp futura s.r.l.” e l’imprenditore edile titolare della società “Mar.sal.”; Salvatore Marrazzo. Gli altri sono l’azionista di maggioranza e direttore tecnico nonché, successivamente, amministratore unico della società “Real edil”; un azionista della banca “Credito salernitano”; l’amministratore delegato dell’epoca di “Iacp futura”; l’amministratore unico della società “Soc.li.ghe. S.r.l.”, appaltatrice di lavori da parte della “Iacp futura”. Gli inquirenti sostengono che tramite la tenuta irregolare delle scritture contabili non era più possibile ricostruire il patrimonio e il movimento degli affari della “Iacp futura”, senza contare la concessione di finanziamenti sprovvisti di giustificazione contabile, effettuati ad un prezzo inferiore a quello di mercato con un minor ricavo, la corresponsione di compensi a più amministratori senza alcuna giustificazione contabile e formale; il riconoscimento di adeguamenti Istat spropositati e non giustificati in favore di società private esecutrici di lavori commissionati dalla “Iacp futura”; la delibera di un finanziamento a fondo perduto a favore del “Credito salernitano”; la vendita, in favore di privati, di beni immobili ad un prezzo inferiore a quello di mercato; l’acquisto di beni con le risorse di “Iacp futura s.r.l.”, per regalie di vario genere a privati; la destinazione di ingenti somme del capitale sociale della “Iacp futura ”per progetti architettonici fittizi mai commissionati e mai realizzati; molteplici pagamenti illegittimi e preferenziali in favore di società private nelle quali gli indagati avevano partecipazioni ovvero ad essi riconducibili, per lavori pagati prima dell’emissione delle fatture; la partecipazioni a consortili con somme ingenti il tutto provocando un danno economico di oltre 11 milioni di euro a compromettere la posizione dei creditori ammessi allo stato passivo fallimentare.

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