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Il sigaro si è spento Cronaca 

Il sigaro si è spento

Ciao, Maestro. Ti vogliamo regalare le immagini di un calcio che sa di pane e mortadella da consumare in Tribuna Stampa, prima della partita. Quel calcio che per te era passione, prima ancora che mestiere, che era luogo di incontro con gli amici della domenica. Quel calcio che piaceva a te che hai sempre rifiutato il “lei” e il “voi”, così come hai sempre detto no ai conformismi inutili. Questo calcio non ti apparteneva più, eppure – come hai detto recentemente, ai microfoni di LiraTV che è sempre stata “casa tua” – continuavi ad interessartene. Lo seguivi a distanza, con lo sguardo distaccato e il sigaro sempre acceso, questo mondo di nani, ballerine e fidanzati di veline. La tua vita è stata rosa e fiori: rosa come la Gazzetta dello Sport, il tuo mondo, fiori come quelle perle che solo tu riuscivi a mettere nella “fredda cronaca” di una partita, rendendo prezioso anche uno 0 a 0 contro l’Alcamo. Di sciabola o di fioretto, sapevi difendere e attaccare, come un provetto spadaccino armato di penna. Ciao, Maestro: si è spento solo il sigaro. Il tuo ricordo è inestinguibile, per la città che amavi e che ti ama.

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