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Olympic Salerno, il bomber Salvatore Rotundo appende gli scarpini al chiodo Sport 

Olympic Salerno, il bomber Salvatore Rotundo appende gli scarpini al chiodo

Quella realizzata lo scorso 20 Maggio contro la Virtus Picentini Giffoni Sei Casali passerà alla storia come l’ultima rete della lunga ed onorata carriera agonistica di Salvatore Rotundo. Nell’anno dei grandi addii al calcio giocato, anche nel variegato mondo del calcio dilettantistico salernitano c’è chi dice addio all’agonismo dopo anni di battaglie, emozioni e divertimento. E così è arrivato il momento anche per il 43enne attaccante dell’Olympic Salerno. A causa di un infortunio subito in allenamento Rotundo ha dovuto anticipare di qualche settimana questo triste momento. In realtà il bomber biancorosso aveva deciso di smettere già la scorsa estate ma, dopo quanto accaduto a seguito delle note vicende legate all’Audax ed al conseguente caloroso invito degli ex compagni accasatisi all’Olympic ad affiancarli anche in questa nuova avventura, si era sentito in dovere di continuare. Rotundo ha avuto l’opportunità così di conoscere un ambiente sano e positivo come quello dell’Olympic ed è soddisfatto di essere stato convocato da mister Bove ogni qual volta era disponibile, nonostante la concorrenza di compagni molto più giovani. Se papà Sasà Rotundo, che in carriera ha segnato la sua unica tripletta proprio contro l’Olympic, dà l’addio al calcio, nella cantera biancorossa sta muovendo i suoi primi passi il suo erede, suo figlio Mattia, intenzionato a ripercorrere le orme del papà.

Il legame con l’attuale gruppo dell’Olympic Salerno per Rotundo è molto forte: «Ho condiviso con loro gli ultimi anni – ha affermato l’esperto attaccante –. Abbiamo instaurato un rapporto speciale, sono tutti ragazzi da prendere ad esempio a livello umano prima che sportivo. In particolare mi permetto di concedere una carezza a Fabio Pifano e Pierpaolo Contente, sono davvero felice di aver instaurato con loro come con gli altri un rapporto così profondo. Un grande grazie va, inevitabilmente, a mister Pino Bove cui mi legano e mi legheranno ricordi a lunga gittata: da compagni di squadra con cui abbiamo condiviso momenti felici e superato altrettanti difficili ad essere suo atleta per sette anni, provando a ripagare sempre la sua fiducia allenandomi con costanza e mettendo quel pizzico di esperienza in campo per aiutare la squadra. Una persona eccezionale».

Ma all’Olympic Salerno il destino di Rotundo è segnato anche dal passato e soprattutto dal futuro: «La mia prima ed unica tripletta in carriera l’ho realizzata guarda caso proprio contro l’Olympic in Seconda Categoria con la maglia del Vignale quando entrambe le società erano ai primi anni di attività. Da lì mi sono tolto molte soddisfazioni, specie negli anni di San Cipriano con Enzo Leone e Antonio Spirineo, vincendo o comunque disputando campionati di livello affrontando i più disparati tipi di avversari. Con il passare del tempo sono diventato una chioccia per alcuni di loro ed ora, già a partire dai play-off, sono pronto a sostenerli dagli spalti».

Nel frattempo in casa biancorossa cresce l’erede designato: «Mio figlio Matteo (classe 2007) ha iniziato il suo percorso calcistico in concomitanza con l’avvio della scuola calcio dell’Olympic – sottolinea Rotundo – ed è diventato nel suo piccolo un’icona in questa società. Il caso ha voluto che il mio ultimo anno da agonista l’abbia disputato proprio con la stessa casacca che ha indossato ed indosserà mio primogenito. Ma – conclude – seppur non da tesserato e in questi campionati sappiate che è impossibile vedermi rinunciare al pallone e continuerò ad allenarmi e divertirmi in amicizia come sempre fatto, magari anche con il mio gruppo attuale di compagni. Anche la mia prossima sposa ne è al corrente, anzi lei stessa (che ringrazio) mi ha sempre incoraggiato a non perdere mai di vista quella che è stata, è e resterà una passione senza fine».

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