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Omicidio della Fornelle, chiesti 30  anni per Gentile Cronaca 

Omicidio della Fornelle, chiesti 30 anni per Gentile

Trent’anni di carcere. E’ quanto chiede il pm Elena Guarino per Luca Gentile, accusato di aver ucciso, nel febbraio scorso, il suocero, Eugenio Tura De Marco, nella sua abitazione nel centro storico di Salerno. Per la Procura, Gentile quella sera raggiunse la casa di Piazza D’Aiello con l’intenzione di uccidere. Omicidio volontario, quindi, ma non premeditato, secondo il pubblico ministero Guarino, visto il tempo trascorso tra la decisione di agire ed il compimento dell’azione. Di premeditazione, invece, accusano Gentile le due figlie di Tura De Marco, assistite dall’avvocato Francesco Rizzo. Il 15 giugno gli avvocati Luigi Gassani ed Enrico Lizza proveranno a chiarire la posizione di Gentile, che ha sempre dichiarato di aver ucciso il carrozziere delle Fornelle d’impeto, per difendersi dell’ennesima aggressione a sfondo sessuale. Tura De Marco fu colpito al fianco con un coltello da cucina, trovato in casa dall’imputato, ma mai rivenuto dagli inquirenti. Ancora da chiarire la posizione di Daniela Tura De Marco, figlia della vittima, legata sentimentalmente a Gentile. Per l’accusa, la ragazza sapeva delle intenzioni del fidanzato e gli offrì copertura. Ipotesi formulata dagli investigatori dopo aver recuperato i messaggi che i due si scambiarono prima e dopo il delitto. «Se avessi saputo delle sue intenzioni, mio padre non sarebbe morto» ha dichiarato il 20 febbraio scorso al Liratg la 24enne che il 5 giugno comparirà in aula, assistita dagli avvocati Francesco D’Ambrosio e Antonietta Cennammo.

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