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Omicidio di Eboli: ad uccidere il bovaro indiano è stato un connazionale Cronaca 

Omicidio di Eboli: ad uccidere il bovaro indiano è stato un connazionale

Aveva un volto ed un nome già da ieri pomeriggio l’assassino del bovaro indiano di 28 anni ucciso l’altra notte in una casupola vicina all’azienda bufalina per la quale lavorava, in località Cioffi di Eboli. I Carabinieri della Compagnia di Eboli e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Salerno non ci hanno messo molto a capire come fossero andate le cose, benché la scena del delitto presentasse un’enorme complessità, con indizi potenziali sparsi dappertutto e macchie di sangue in uno spazio angusto quale era la stanza che vittima ed assassino avevano condiviso fino al momento dell’omicidio. L’omicida è un connazionale di poco più giovane dell’indiano finito con almeno dieci coltellate, di cui una mortale al collo. E’ stato fermato ieri sera al termine di ore fatte di indagini serrate, ascolto di numerosi testimoni, visione di immagini di sorveglianza e ricerche dell’arma del delitto, un coltello da cucina con lama da 21 cm recuperato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco in un laghetto artificiale. Interrogato in caserma ad Eboli, alla presenza del suo avvocato, ha ammesso davanti ai Carabinier ed al pm della Procura di Salerno tutte le sue responsabilità. I motivi vengono definiti futili, da ricercare nei rapporti tesi tra i due indiani, che condividevano il lavoro ma che mal si sopportavano. Pare che la vittima abbia tentato di aggredite il suo assassino con una bottiglia rotta prima di addormentarsi. A quel punto, è maturato l’omicidio: le coltellate sono state sferrate con violenza inaudita ed hanno ucciso subito. L’allarme è scattato alle due di notte e non è stato semplice ricostruire quanto accaduto, anche con l’aiuto dei titolari dell’azienda bufalina dove lavoravano i due indiani. Nel pomeriggio, all’ospedale di Eboli, l’autopsia di rito sul cadavere della vittima.

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