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Permessi di soggiorno ed indennità di assistenza indebiti: GdF scopre calderone Caf Cronaca 

Permessi di soggiorno ed indennità di assistenza indebiti: GdF scopre calderone Caf

Un sistema ben organizzato, quello scoperto dalla Guardia di Finanza per i permessi di soggiorno e le indennità di assistenza ottenuti indebitamente da una trentina di braccianti. A quanto pare c’era un vero e proprio tariffario per falsificare la documentazione utile al rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno: gli extracomunitari pagavano fra i 300 ed i 1500 euro ai responsabili del centro di assistenza fiscale di Montecorvino Rovella finito nella rete della Guardia di Finanza. Ma una tariffa c’era anche per i braccianti italiani che volevano godere, indebitamente, delle indennità di disoccupazione, maternità o malattia: qui se il lavoratore incassava sui tremila euro, avrebbe dovuto rimetterne mille al Caf di Montecorvino. Insomma, un sistema ben collaudato, scoperto dai finanzieri del gruppo di Salerno, guidati dal colonnello Diego De Luca, incrociando le banche dati degli enti interessati e indagando titolare e segretaria del Caf oltre alle tre aziende agricole risultate coinvolte. Il giro di permessi di soggiorno indebitamente ottenuti si quantifica- al momento- in ventidue casi documentati, con altrettanti stranieri indagati a piede libero. Molti di meno sono i braccianti italiani coinvolti, ma quanto raccolto dalle fiamme gialle è stato sufficiente per mandare ai domiciliari i due responsabili del centro di assistenza fiscale, Sabatino Cavallo e Brunella Campione, ed i tre imprenditori di aziende dell’agro e della piana del Sele: ovvero Vincenzo Nicolino, Luigi e Gerardo Senatore, i quali hanno tentato di allontanare i sospetti denunciando i responsabili del Caf d i Montecorvino, ma senza riuscire nel loro intento. I reati sono pesanti: truffa allo Stato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso. Per il sostituto procuratore Elena Guarino, titolare dell’inchiesta, sussiste anche in vincolo associativo per gli indagati, poiché tutti sapevano del raggiro. Il quadro appurato dalle fiamme gialle è frutto di approfondimenti nati dalle segnalazioni fatte dal centro per l’impiego di Battipaglia che ha raccolto storie anomale di persone- soprattutto anziani- che si sono trovati datori di lavoro di stranieri extracomunitari senza saperlo.

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