Raffaele Guariniello ed il suo “La giustizia non è un sogno” conquistano San Cipriano

“La giustizia non è un sogno” non è solo il titolo di un bel libro che Raffaele Guariniello porta ormai dalla scorsa primavera in giro per l’Italia, ma l’affermazione convinta di un ex magistrato che ci ha creduto per una vita intera al servizio delle istituzioni, in quasi cinquant’anni di inchieste e processi durante i quali lo scoramento s’è affacciato più volte ma non l’ha mai avuta vinta. Noto per le inchieste sul doping nel calcio che misero in discussione il totem dello stile Juventus e scossero il gotha del pallone italiano e mondiale, Raffaele Guariniello è un uomo meticoloso, pacato nel ricordare e raccontare, attento ai particolari. Nella sala consiliare del Comune di San Cipriano Picentino ripercorre i suoi natali in zona: il padre era un sarto originario dei picentini e trapiantato a Torino. Davanti ad una folta platea e ad un parterre istituzionale di prim’ordine, svela aneddoti e storie di quelle indagini, dal calcio all’amianto, dal rogo Thyssen Krupp, al doping nel ciclismo e fra i ragazzini, spinti a doparsi dagli stessi genitori. Vicende sconvolgenti, che spesso gli sono valse invidie di colleghi ed accuse volgari di esibizionismo, vicende da cui sono emersi però tutti i limiti della giustizia italiana, la lentezza dei processi, l’incertezza della pena, ma anche tutte le opportunità che il nostro ordinamento offre per tutelare diritti semi-sconosciuti fino a qualche anno fa come i diritti alla salute e all’ambiente, divenuti poi attuali anche grazie alle inchieste di Raffaele Guariniello e della Procura di Torino. Insomma, “La giustizia non è un sogno”, edito da Rizzoli, va letto perché ripercorre i decenni recenti della storia italiana e perché non è il classico j’accuse vuoto di proposte, anzi. E’ esso stesso testimonianza che qualcosa di diverso si può fare o quantomeno tentare.