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Rissa nel carcere di Salerno, l’allarme del Sappe Cronaca 

Rissa nel carcere di Salerno, l’allarme del Sappe

E’ il terzo episodio di violenza in meno di due settimane. Prima l’aggressione, nel reparto di Alta Sicurezza, a padre e figlio, di Cava de’ Tirreni, poi il violento litigio nella sezione femminile con il ferimento di due agenti e l’altra sera la lite tra detenuti con due dei coinvolti finito in ospedale perché gli è stato versato addosso dell’olio bollente. Anche in questo ultimo caso a denunciare l’episodio è il segretario nazionale per la Campania, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Emilio Fattorello. «I detenuti coinvolti, tre o quattro, sono venuti a diverbio tra loro e poi passati alle vie di fatto nella prima mattinata al momento della apertura delle celle – spiega Fattorello. Un detenuto, da poco rientrato dal Reparto Isolamento per motivi disciplinari, è stato aggredito senza esclusione di colpi proibiti mentre un altro, forse intervenuto in difesa del compagno, è stato fatto oggetto dal lancio di olio bollente I due malcapitati hanno subìto gravi lesioni che hanno determinato il loro urgente ricovero al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Salerno». Probabile, ipotizza il Sappe, che nella struttura penitenziaria salernitana vi sia un tentativo di imporre la legge del più forte per acquisire una leadership interna ed esterna. Ma il Sappe denuncia altri eventi critici accaduti: nella Sesta Sezione isolamento-separazione è stato trovato un altro cellulare mentre al Reparto colloqui è stata rinvenuta una pennetta Usb. La carenza di personale è la prima delle criticità contestate dal Sappe «Basti pensare – sottolinea il sindacalista del Sappe – che le assenze ed i riposi medici del personale toccano punte insostenibili, oltre il 50 per cento a fronte del 35 tollerabile. Tutto questo avviene a causa di un’organizzazione del lavoro non corrispondente agli accordi esistenti e sottoscritti tra le parti in diversi livelli. Il prossimo 16 gennaio, annuncia Fattoriello, la questione sarà affrontata dal giudice del lavoro del Tribunale di Salerno».

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