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Treofan, due settimane di passione Cronaca 

Treofan, due settimane di passione

In video-conferenza, quindi a distanza, quasi a voler rimarcare la distanza ormai siderale che c’è tra il gruppo Jindal e 78 padri di famiglia, 78 lavoratori che, negli anni, hanno fatto dello stabilimento battipagliese della Treofan un fiore all’occhiello per l’industria nostrana. A parlare, a nome della multinazionale, un uomo dal cognome che più italiano non si può: il signor Rossi. E le sue parole non hanno certo avuto l’effetto di una ventata di ottimismo. In pratica, ha confermato che bisogna attendere il prossimo 24 gennaio, allorquando la Jindal produrrà il fatidico Piano Industriale. Una data da dentro o fuori, null’altro. Nessuna possibilità di riprendere la produzione del film di polipropilene nel sito battipagliese che, almeno per il momento, non riparte. Dalla sede del Ministero dello Sviluppo Economico, per la seconda volta in pochi giorni, la classica fumata nera. All’incontro di ieri, con le organizzazioni sindacali e le Rsu degli stabilimenti di Battipaglia e Terni, erano presenti una funzionaria del Mise, Chiara Cherubini, e il vice capo di Gabinetto del Ministro Di Maio, Giorgio Sorial. Per inciso, il Ministro del Lavoro, lo stesso che a Natale si era preso la briga di visitare lo stabilimento di Battipaglia dispensando ottimismo, non c’era. Evidentemente, come si dice dalle nostre parti, non è sempre Natale. Intanto, gli impianti sono fermi ormai da circa due mesi con i rappresentanti sindacali che provano a concordare le iniziative da intraprendere nelle prossime ore, quelle di avvicinamento al 24 gennaio. E’ chiaro che le Istituzioni saranno ancora una volta chiamate al capezzale della Treofan, è chiaro che – per parte loro – dovranno fare tutto il possibile per evitare una chiusura che avrebbe effetti drammatici, non solo per 78 famiglie ma anche per uno dei baluardi dell’industria della Piana del Sele.

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