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Continua il braccio di ferro tra il preside dell’Ipsar Virtuoso e gli studenti Cronaca 

Continua il braccio di ferro tra il preside dell’Ipsar Virtuoso e gli studenti

Nuovo capitolo nel confronto a distanza tra il preside e gli studenti dell’Ipsar Virtuoso 

La polemica diventata quasi un braccio di ferro politico tra gli studenti dell’istituto Virtuoso di Salerno ed il loro dirigente scolastico, Gianfranco Casaburi, rischia di diventare grottesca.

Chiarito che le intenzioni del preside erano e sono quelle di mettere al corrente le famiglie della traccia educativa che la scuola intende dare, di consentire ai genitori di decidere se ritenere corretto o meno l’atteggiamento dei figli, restano sul tappeto tutti gli interrogativi della prima ora sull’opportunità o meno di adottare un provvedimento della portata di una sospensione, seppure con obbligo di frequenza.

Tanto per essere ancora più chiari, il preside Casaburi avrebbe potuto evitare il clamore mediatico e finanche l’ennesima protesta di ieri mattina se solo avesse seguito le procedure già previste dalla consultazione del registro elettronico e l’invio degli sms alle famiglie per segnalare l’assenza ingiustificata.

Ma in questa storia tutti dovrebbero avere il senso della moderazione

Lungi da noi suggerire al preside cosa fare, ci mancherebbe: anzi, riteniamo che il problema sollevato da Casaburi esiste e merita un approfondimento. Che molti ragazzi scambino uno sciopero per un filone ed un corteo per una passeggiata al lungomare ci può stare, così come è valida la questione relativa alla sicurezza degli alunni minorenni. Ma porre il problema in termine repressivi, ventilando una sospensione in seguito ad una manifestazione rischia di esporre il provvedimento all’accusa e al legittimo sospetto di essere solo strumentale. E tira in ballo aspetti politici che, se esasperati, esulano dalla normale dialettica di idee per diventare pratica politica. E questo, in una istituzione neutrale come quella scolastica non dovrebbe mai accadere.

Insomma, tutti in questa storia dovrebbero- a nostro modesto avviso- ritrovare il senso dell’equilibrio. Magari seguendo il sempreverde insegnamento della filosofia scolastica: in medio stat virtus, la virtù sta nel mezzo o nella moderazione, se preferite.

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