Voi siete qui
A Cuccaro Vetere i funerali di Antonio Valiante. Fu tra gli alfieri della Dc campana Cronaca 

A Cuccaro Vetere i funerali di Antonio Valiante. Fu tra gli alfieri della Dc campana

Il lutto per la morte di Antonio Valiante unisce quel mondo politico campano che ha vissuto la sua stagione d’oro tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni 2000. E non è un caso che i commenti alla scomparsa di Valiante rivelino una malcelata nostalgia per tempi che non torneranno più.

Figura di primo piano della Democrazia Cristiana ad immagine e somiglianza di Ciriaco De Mita, campione di un territorio capace di partorire menti meravigliose dalla fatica contadina, Antonio Valiante ha incarnato un archetipo politico fatto di mediazione e dialogo. Ma anche portatore sano di idee capaci di unire come di dividere i compagni di viaggio dentro e fuori il partito. Idee portate avanti con fermezza, giuste o sbagliate che fossero. Come quelle sulla gestione della sanità- tanto per citare un esempio.

Perché se da un lato l’era democristiana, protrattasi fino al centrosinistra dei primi anni duemila, aveva creato una miniera d’oro nel settore pubblico e privato dell’assistenza sanitaria, generando occupazione e sviluppo, dall’altro apparivano innegabili le diseconomie che si pagano ancora oggi. Dalla galassia di ospedali con più primari che pazienti, alla distorsione organizzativa di un modello di prossimità che aveva creduto addirittura in tre Asl, per un territorio con meno di un milione di abitanti.

Detto ciò, rimane innegabile il merito di politici, di persone come Antonio Valiante nell’aver ricordato a Napoli come a Roma che esistono anche le zone marginali, i comprensori come il Cilento dei paesi presepe, spesso ignorati dalle istituzioni. Disse una volta nel capoluogo campano che avrebbe tutelato tutti, da Napoli a Tortorella: quel Comune sconosciuto ai più, divenne l’emblema di un modo di concepire l’azione politica a tutto campo, senza lasciare nessuno indietro.

Dopo scelte coraggiose come la nascita del Parco Nazionale del Cilento, vennero gli anni della breve parentesi parlamentare con i Popolari e l’epoca della Margherita a trazione demitiana. Un’esperienza fattasi Governo regionale con i Democratici di Sinistra ed Antonio Bassolino presidente. Anni in cui Antonio Valiante, da vice in una giunta nella quale si scontavano figure ingombranti come l’assessore alla sanità Angelo Montemarano, visse da alfiere salernitano tra i più esposti la diatriba sul napolicentrismo. La cosa gli valse momenti difficili nel tentativo di tenere insieme Napoli e Salerno (bassolinismo e deluchismo), prima in un’alleanza di centrosinistra e poi nello stesso partito, il PD.

Il resto è storia dei nostri giorni, il ritorno a Cuccaro Vetere e l’analisi sui cambiamenti in atto. Ne raccoglie il testimone il figlio Simone.

I funerali di Antonio Valiante alle 15.00 nella chiesa di Cuccaro Vetere.

Related posts