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Ai domiciliari l’ufficiale giudiziario di Vallo accusato di concussione e corruzione Cronaca 

Ai domiciliari l’ufficiale giudiziario di Vallo accusato di concussione e corruzione

Accolti i motivi di riesame delle ordinanze custodiali avanzati dai suoi legali

Il Tribunale della Libertà di Salerno, ha annullato le ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte nei confronti di Carmine Testiera, l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Vallo della Lucania, accusato di concussione e corruzione in atti giudiziari, disponendo la sostituzione della misura con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.

Il Collegio Giudicante (Presidente Sgroia, Giudice a latere e relatore Zarone, e Boccassini) ha accolto i motivi di riesame delle ordinanze custodiali avanzati dai legali del Testiera – Mario Valiante del Foro di Salerno e Francesco Annunziata del Foro di Napoli Nord -, in particolar modo sulla sussistenza dei presupposti delle esigenze cautelari.

Testiera, 52 anni, originario di Ascea, era stato pizzicato mentre intascava da un battipagliese 50 euro per effettuare l’esecuzione del pignoramento di un’autovettura.

A mettergli le manette sono stati i carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, diretti dal capitano Mennato Malgieri, in collaborazione con i colleghi della sezione di polizia giudiziaria del tribunale vallese.

L’ufficiale è stato arrestato nell’ufficio del tribunale dove già lo scorso dicembre i carabinieri avevo eseguito una perquisizione e prelevato dei documenti.

L’uomo era già indagato per danneggiamento e abuso d’ufficio aggravato in concorso con un’altra persona, perché, secondo l’accusa, nel corso di un’esecuzione di pignoramento, avrebbe forzato il cancello di un’area privata per consentire lo sversamento nel terreno di materiale di risulta per l’allargamento di una strada.

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