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Ambulanze per festeggiare sindaco di Capaccio: svolta nelle indagini della Procura Cronaca 

Ambulanze per festeggiare sindaco di Capaccio: svolta nelle indagini della Procura

La Procura di Salerno ha chiesto ed ottenuto il sequestro preventivo di beni strumentali, ovvero 23 mezzi di soccorso, utilizzati da società del servizio 118 ed associazioni di volontariato già affidatarie di appalti in convenzione con l’Asl di Salerno. Si tratta di gruppi che fanno capo ad un capaccese già condannato per reati di criminalità organizzata e gravato da misura di prevenzione patrimoniale. Sotto sequestro anche uno stabilimento balneare, un terreno ed un immobile confiscati alla malavita e dati in affidamento dal Comune di Capaccio Paestum a persone vicine al soggetto condannato.

Le indagini della Squadra Mobile di Salerno furono avviate dopo i fatti del 9 e 10 giugno, i giorni dell’elezione del nuovo sindaco di Capaccio Paestum, Franco Alfieri. Per festeggiare l’evento in maniera eclatante, diverse ambulanze sfilarono per il centro della città con i lampeggianti accesi e a sirene spiegate. Un fatto che non passò inosservato, anche perché quelle ambulanze appartenevano alla Croce Azzurra, Associazione di volontariato riconducibile a Roberto Squecco – in passato candidato sindaco a Capaccio – finito nel mirino della DDA per presunti rapporti con il clan Marandino. Squecco si giustificò- all’indomani della sfilata dei mezzi di soccorso- parlando di iniziativa personale e precisando che quelle ambulanze non erano nel circuito del 118. Sta di fatto che il sindaco eletto, Franco Alfieri, prese subito le distanze e l’Asl di Salerno qualche giorno dopo sospese la convenzione per il trasporto degli infermi. Un provvedimento seguito ai controlli dei carabinieri della compagnia di Agropoli e del Nas, che identificarono i cinque autisti alla guida delle ambulanze nella notte dei festeggiamenti, tra il 9 ed il 10 giugno: a loro fu contestato l’uso improprio dei segnali acustici e dei lampeggianti.

Oggi la svolta nelle indagini, con l’input della Procura a far eseguire perquisizioni negli uffici dell’Asl, domiciliari a carico di funzionari pubblici e legali rappresentanti di società, tutti indagati per trasferimento fraudolento di valori, peculato d’uso, interruzione di pubblico servizio, favoreggiamento personale, disturbo al riposo delle persone, emissione di fatture false per operazioni inesistenti. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia agli interessati.

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