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Anche la data del 20 maggio tra le ipotesi di Gravina per la ripartenza Sport 

Anche la data del 20 maggio tra le ipotesi di Gravina per la ripartenza

La Lazio di patron Lotito (e di riflesso anche la Salernitana poteva decidere in tal senso) doveva tornare in campo nella giornata di ieri per riprendere gli allenamenti. Alla fine, come si sospettava, il tutto è stato rinviato a data da destinarsi, vista l’emergenza legata al coronavirus che ancora attanaglia l’Italia. L’idea di voler ricominciare il prima possibile ha attirato sul patron Lotito tantissime critiche da parte del mondo del calcio e non solo.

Come riporta il Corriere dello Sport tuttavia l’idea del presidente della Lazio era ben chiara: ricominciare ad allenarsi il prima possibile per evitare il collasso del calcio. La paura è infatti che le big stiano spingendo per la chiusura del campionato a discapito delle medio-piccole che non riuscirebbero a sostenere il contraccolpo finanziario.

Nel frattempo il presidente della FIGC, Gabriele Gravina ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Giornale, sull’argomento campionati italiani.
Sulla chiarezza della situazione: «Ne sento di tutti i colori e ai miei interlocutori ripeto un concetto molto semplice: noi abbiamo una stella polare, è il decreto del Governo che ha fissato al 3 aprile il primo, provvisorio traguardo. Quella data, per ora, fa fede. Il resto è solo chiacchiericcio».

Sull’ipotesi date per la ripresa del campionato: «Ripeto da sempre: si tratta solo di ipotesi e non di una certezza, che si riprenda o il 3 o il 10 o il 17 maggio. Ne aggiungerei un’altra: andrebbe bene anche il 20 maggio, valutando la ricaduta sul calendario internazionale. È la mia, la nostra, speranza: significherebbe avere la possibilità di rialzare la serranda del calcio italiano e offrire al Paese la spinta emotiva per recuperare il senso della vita normale».

Sulla preoccupazione della Serie B e Lega Pro: «A dire il vero non dormo la notte per le sorti del calcio italiano, che è un’industria del Paese con un indotto di molti miliardi. Mi preoccupa il futuro di tutte le componenti, dilettanti compresi».

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