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Campagna celebra i 75 anni della morte di Giovanni Palatucci, giusto tra le nazioni Cronaca 

Campagna celebra i 75 anni della morte di Giovanni Palatucci, giusto tra le nazioni

Nato a Montella, in Irpinia, il 31 maggio 1909, morto a Dachau il 10 febbraio 1945, avvocato, funzionario di Pubblica sicurezza, Medaglia d’Oro al merito civile alla memoria.

Questa in sintesi la biografia di Giovanni Palatucci Questore reggente di Fiume, con la responsabilità dell’Ufficio stranieri, di cui oggi a Campagna, si è celebrato – alla presenza del Prefetto Russo, dell’Arcivescovo Bellandi e di vari amministratori locali – nella sede del Museo campagnese della Memoria, il 75° anniversario della morte.

Grazie al suo ruolo, nonostante le leggi razziali in vigore, svolse con gran rischio personale un’intelligente attività a favore di ebrei italiani e stranieri.

È stato calcolato che, distruggendo archivi e procurando documenti falsi, abbia, nel giro di sei anni, salvato dalla deportazione (anche con la collaborazione dello zio Giuseppe, vescovo della Diocesi di Campagna) almeno cinquemila persone. Palatucci continuò la sua generosa attività anche durante l’occupazione nazista di Fiume. Arrestato nella sua casa, il 13 settembre del 1944, dalla polizia di sicurezza germanica, guidata dal tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, il Questore di Fiume – che non aveva fatto nomi nonostante le torture – fu condannato a morte per “cospirazione e intelligenza con il nemico”. Nel carcere Coroneo di Trieste, poi, la pena fu poi commutata nella deportazione e, quaranta giorni dopo l’arresto, nell’ottobre 1944, venne istradato a Dachau, con il numero di matricola 117826. Vi sarebbe morto, in seguito agli stenti e alle sevizie patite, due mesi prima della liberazione del campo.

Per lungo tempo il suo nome è stato quello di uno sconosciuto, anche se già dal 1952 in Israele gli avevano attribuito il titolo di “Giusto tra le nazioni”.

È stato merito di Goffredo Raimo, con il suo libro A Dachau, per amore, del 1989, se il nome di Palatucci è tornato nella memoria storica del nostro Paese, tanto che nel 1995, in occasione della festa della Polizia, l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, conferì a Palatucci la Medaglia d’Oro al merito civile alla memoria.

Campagna

Campagna ricorda il questore di Fiume Giovanni Palatucci, riconosciuto medaglia al valor civile dopo la seconda guerra mondiale

Pubblicato da Liratv su Domenica 16 febbraio 2020

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