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Campagna, dolore e lacrime al funerale di Gianluca Cronaca 

Campagna, dolore e lacrime al funerale di Gianluca

Si sono svolte oggi pomeriggio presso la chiesa della “Madonna del Ponte” a Campagna, le esequie di Gianluca Cavalieri, il ragazzo di 19 anni, studente del primo anno della facoltà di ingegneria informatica dell’Università di Salerno, morto lunedì pomeriggio a seguito del volo dal terzo piano della biblioteca scientifica del campus universitario di Fisciano.

Dolore, rabbia, lacrime, preghiera e silenzio, sono i sentimenti degli amici dello studente. Ad attendere il feretro davanti alla chiesa, c’erano tra gli altri, il rettore Tommasetti, una delegazione dei docenti della facoltà di ingegneria, i rappresentati del senato accademico, le associazioni studentesche, una delegazione di studenti universitari giunta da Fisciano a bordo dei bus messi a disposizione dal rettorato e il sindaco di Campagna Roberto Monaco. Tutti emozionati, commossi e scossi da quanto accaduto, anche il parroco don Carlo che durante l’omelia ha ripetuto più volte «Gianluca continuerà a vivere con noi».

Intanto, se è vero che il magistrato ha liberato la salma perché parenti ed amici lo potessero piangere in pace e celebrarne i funerali, è pur vero che le indagini su questo caso di suicidio così controverso sono tutt’altro che chiuse.

Gli investigatori, infatti, vogliono approfondire quanto può essere accaduto prima che Gianluca saltasse nel vuoto, ricostruirne movimenti e contatti. Che il ragazzo avesse un problema di dislessia, questo non è più un mistero. D’altronde, come confermato ieri al nostro tg dallo psichiatra Giulio Corrivetti, pare che lo studente di ingegneria informatica abbia incontrato uno specialista, poco prima di morire, per il rilascio di un’attestazione utile ad ottenere un supporto didattico mirato che gli permettesse di seguire con profitto corsi ed esami all’Università. Ma nulla, lasciava presagire che saltasse nel vuoto.

L’obiettivo degli inquirenti è capire se possano esserci gli estremi per ravvisare reati nella condotta di chi in ogni modo ha avuto a che fare con lo studente. E poi c’è tutto quel contorno deprimente seguito al gesto di Gianluca, con l’orribile foto scattata e postata sui social, poi rimossa, commentata, che può integrare reati a carico di chi si è reso protagonista anche della spettacolarizzazione del dramma e del dolore.

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