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Caso Mastrogiovanni, nuove condanne dalla Cassazione per medici e infermieri Cronaca 

Caso Mastrogiovanni, nuove condanne dalla Cassazione per medici e infermieri

Dopo un processo durato quasi nove anni la vicenda della morte di Francesco Mastrogiovanni la Cassazione riduce la condanna per medici e infermieri coinvolti nel caso. La Corte ha ritenuto responsabili i medici e gli infermieri del reparto psichiatrico del “San Luca” di Vallo della Lucania per il sequestro di persona, mentre ha annullato la sentenza d’appello per il reato di omicidio.

Due giorni di camera di consiglio, e nove anni di processi.

Tanto ci è voluto per la sentenza della Quinta sezione penale della Corte di Cassazione di Roma sul caso di Francesco Mastrogiovanni, il maestro elementare vallese 59enne, morto la notte del 4 agosto 2009 durante il ricovero reparto psichiatrico dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania in regime di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso).

Confermate dai giudici della Suprema Corte le condanne a tutti gli imputati, sia medici che infermieri, accusati di sequestro di persona.

Mastrogiovanni restò legato al suo letto in reparto per 80 ore, la sua agonia è stata ripresa dalle telecamere interne al San Luca.

Prescritto, invece, il reato relativo alla morte come conseguenza di altro delitto. Per il solo reato di falso in cartella c’è stato l’annullamento della sentenza con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli; stessa Corte che in sede civile, dovrà valutare il danno patito dalle parti lese che si sono costituite in giudizio.

Rideterminata la pena per i medici Rocco Barone e Raffaele Basso ad 1 anno e tre mesi di reclusione; 10 mesi per Amerigo Mazza e Anna Angela Ruberto.

Rigettato il ricorso di Michele Di Genio per il quale è stata dichiarata irrevocabile la condanna per sequestro di persona in concorso.

I giudici hanno annullato la sentenza relativamente al reato di falsità ideologica in concorso, con rinvio per nuovo giudizio alla Corte d’Appello di Napoli.

Confermata la pena anche per Michele Della Pepa.

Per gli infermieri, queste le condanne: 8 mesi per Giuseppe Forino, Nicola Oricchio, Alfredo Gaudio, e Massimo Scarano; Antonio De Vita, Maria D’Agostino Cirillo, Antonio Tardio, Massimo Minghetti, Maria Carmela Cortazzo, Raffaele Russo a 7 mesi di reclusione. Annullata la sentenza per Antonio Luongo per la morte dell’imputato.

Ora, dopo la Cassazione, la vicenda si chiude, con una sentenza forse ridotta nell’impatto rispetto a quella dove era previsto l’omicidio colposo, ma che non cede a tutta l’opera di demolizione dell’impianto accusatorio fatta in due ore dal Procuratore Generale che aveva chiesto “l’annullamento della sentenza senza rinvio per gli infermieri, sia per l’accusa di sequestro di persona che per omicidio colposo”.

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