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Cofanetto religioso per mille euro, denunciato un truffatore Cronaca 

Cofanetto religioso per mille euro, denunciato un truffatore

L’ultima esca studiata da professionisti truffatori fa leva sulla fede dei poveri malcapitati. Mille euro per avere in cambio un cofanetto religioso ed assicurarsi un Santo in paradiso. La truffa, per fortuna, è stata sventata dalla vittima di turno che ha chiamato parroco e carabinieri riuscendo a fare acciuffare il truffatore, un 35enne napoletano. La storia, con lieto fine, arriva da Tramonti, ed è l’ennesimo tentativo di raggiro finito tra le denunce dei carabinieri.

Il Comando Provinciale dell’Arma sta seguendo con attenzione il fenomeno delle “truffe agli anziani”, attuando una politica di costante prevenzione e repressione degli eventi delittuosi. Una campagna di informazione che, vista la pronta reazione dell’anziana donna di Tramonti, inizia a dare buoni risultati.

Ma questo è solo l’ultimo dei molteplici episodi che i militari dell’Arma hanno scoperto: ad inizio settembre, i Carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per il reato di estorsione nei confronti di un 22enne napoletano, che nel novembre 2018 ha messo in atto la classica truffa dell’incidente: nella circostanza il malfattore avrebbe fatto credere ad un’anziana donna, che viveva sola, che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente, e fingendosi dapprima avvocato e poi carabinierie, riuscivano a farsi consegnare circa 40mila euro.

Anche i Carabinieri della Compagnia di Eboli, grazie a mirate attività d’indagine, arrestato un 18enne, originario sempre del napoletano. In questo caso il ragazzo si fingeva amico fraterno della nipote dell’anziana truffata, riuscendo a farsi consegnare 5mila euro. L’inganno è stato subito scoperto dalla vera nipote della malcapitata, arrivata a casa proprio in quegli istanti.

Il lavoro dei militari del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno prosegue incessante al fine di tutelare le vittime di questi spregevoli reati che vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione: l’invito è quello di segnalare al 112 tutti i casi sospetti.

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