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Concorsi sospesi: in Campania rinviato quello dei centri per l’impiego Cronaca 

Concorsi sospesi: in Campania rinviato quello dei centri per l’impiego

Rinviato il concorso per le assunzioni nei centri per l’impiego nella Campania, mentre è concluso quello per il piano lavoro.

La Regione Campania ha due procedure concorsuali aperte: una relativa al Piano Per il Lavoro, l’altra relativa ai Centri per l’Impiego. Nel primo caso, sono terminate in questi giorni le prove scritte, tranne che per 15 candidati riammessi dopo un ricorso al Tar. Loro svolgeranno la prova appena possibile e con le dovute cautele. Nel secondo caso, quello del concorso relativo ai 641 posti nei centri per l’impiego, si è deciso di rinviare tutto.
Ma andiamo con ordine: il concorso del piano lavoro ha visto due prove per 1500 partecipanti: 5 venivano dal Nord ed hanno svolto la prova in una sala separata, dopo la misurazione della febbre con termo-scanner mentre la Polizia controllava la distanza tra i banchi (quasi due metri). C’è stato il presidio dell’Asl, in seguito si è fatta la disinfezione dei bagni. Fin dalle prossime settimane, i primi 3mila giovani selezionati andranno nei circa 250 Comuni ed enti pubblici della Campania e potranno dare una mano in questa fase difficile- spiegano da Palazzo Santa Lucia- in cui manca anche il personale per far rispettare un’ordinanza.

Per quanto riguarda il concorso relativo ai 641 posti nei Centri per l’Impiego si è deciso di sospenderlo, per una ragione di tranquillità, sebbene nelle prime giornate siano state rispettate norme sanitarie rigidissime, alla presenza di polizia e medici. Gran parte delle prove dovevano essere sostenute nel mese di marzo, ma non c’erano le condizioni. D’altronde, la sospensione permette al personale medico ed infermieristico di essere utilizzato laddove serve. Resta inteso che tutti gli altri concorsi relativi all’assunzione di personale sanitario andranno avanti (con tutte le tutele necessarie), per dare supporto agli ospedali e alle altre strutture impegnate a fronteggiare l’emergenza coronavirus.

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