Voi siete qui
Concorsone: batosta dal Tar, che sospende tutto e censura il Formez Cronaca 

Concorsone: batosta dal Tar, che sospende tutto e censura il Formez

Il Tar sospende il maxi-concorso della Regione Campania, perché sarebbe stato violato il principio dell’anonimato. La pronuncia è un’autentica doccia fredda per quanti avevano o stavano affrontando in questi giorni la prova scritta del concorso finalizzato all’assunzione di 950 unità a tempo indeterminato, per la categoria D. Il concorso è sospeso fino al 6 ottobre, quando ci sarà l’udienza nel merito. Ma la Regione non starà a guardare: già ieri, in una nota, Palazzo Santa Lucia annunciava un ricorso al Consiglio di Stato per chiedere la revoca della sospensione del concorso. I 26 candidati esclusi, assistiti dallo Studio legale Leone Fell, hanno contestato le modalità operative con cui Formez e Commissione Ripam hanno gestito la selezione. I ricorrenti, difesi dai legali Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno puntato l’indice il mancato rispetto del principio dell’anonimato delle prove, funzionale all’esigenza di salvaguardare la segretezza degli autori degli elaborati, fino a quando la correzione non sia stata ultimata. Lo stesso studio legale ha proposto ricorso anche per l’altra selezione: quella per assumere 1.225 unità di categoria C. Per questa procedura, l’udienza cautelare è fissata al 25 febbraio.

Ma cosa, in particolare, ha insospettito i giudici del Tar? Innanzitutto le istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva: i candidati dovevano apporre sul foglio risposte a lettura ottica e sul cartoncino anagrafico due talloncini identici, contenenti medesimo codice a barre e, immediatamente al di sotto, identico codice numero di sei cifre. I fogli risposte e i cartoncini contenenti i dati anagrafici non sono stati chiusi in busta sigillata e priva di generalità all’esterno dai candidati. E siccome il codice numerico era facilmente memorizzabile e identificabile, è diventato un segno di riconoscimento riconducibile all’identità dell’autore dell’elaborato. Ciò, potenzialmente, avrebbe potuto determinare alterazioni o manipolazioni della prova. Inoltre, il Tar censura la fase di correzione delle prove preselettive, che si è immotivatamente protratta per tre mesi nonostante l’utilizzo di sistemi ottici di correzione, idonei ad assicurare massima rapidità di valutazione. Ora, l’Amministrazione regionale «confida su una decisione positiva da parte del Consiglio di Stato, essendo la procedura e le modalità di selezione del Concorsone identiche a quelle attuate dal Formez per altri maxi-concorsi pubblici».

Related posts