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Coronavirus: cosa può cambiare per le carceri Cronaca 

Coronavirus: cosa può cambiare per le carceri

Novità interessanti ed inevitabili sono in arrivo anche per chi è costretto alla detenzione carceraria. La prima, a Salerno, riguarda l’arrivo nella casa circondariale di Fuorni di un mezzo diagnostico, a pressione negativa, per l’esame ed il primo trattamento dei casi sospetti di Coronavirus.

Si tratta di una postazione medica mobile, messa a disposizione dell’associazione Humanitas, dotata di una stanza a pressione negativa e dello strumentario medico-sanitario utile all’analisi di chi, tra la popolazione carceraria, dovesse accusare sintomi sospetti e meritevoli di approfondimento. Ma la decisione di installare un ambiente protetto e riservato nasce anche dall’esigenza di tutelare chi è già detenuto da eventuali nuovi ingressi che potrebbero portare l’infezione. Ed allora, a scopo preventivo, i detenuti in entrata saranno osservati e valutati prima di entrare a contatto con i compagni di cella ed il personale penitenziario.

Misure necessarie, che potrebbero riguardare anche gli operatori di giustizia che frequentano il carcere ed i dipendenti della casa circondariale. Il tutto, ovviamente, seguendo le prescrizioni obbligatorie del Governo per limitare il contagio.

Coronavirus: cosa può cambiare per le carceri

La decisione del Governo per limitare il contagio da Coronavirus andrà ad impattare anche sulla vita carceraria. Oggi ha fatto la sua comparsa in carcere a Salerno una postazione medica per eventuali casi sospetti in entrata.

Pubblicato da Liratv su Sabato 7 marzo 2020

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