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Corte d’appello respinge ricorso medici-prof: AOU Ruggi non deve sborsare nulla Cronaca 

Corte d’appello respinge ricorso medici-prof: AOU Ruggi non deve sborsare nulla

La Corte d’Appello di Salerno- sezione Lavoro- ha respinto il ricorso presentato dal alcuni medici contro la sentenza di primo grado che rigettava la loro richiesta di risarcimento danno per la mancata erogazione di una parte dello stipendio; il ricorso era contro l’azienda ospedaliera di Salerno e l’Università. La questione affonda le sue radici nella fase transitoria che portò all’effettiva costituzione dell’azienda ospedaliero universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona solo a marzo del 2013, in forza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto con cui la presidenza del consiglio dei ministri formalizzava la nascita dell’azienda sin dal 31 gennaio di quell’anno. Alcuni medici con cui l’ospedale e l’università avevano attivato convenzioni per le attività didattiche ed assistenziali presso la facoltà di medicina, ritenevano- però- di aver maturato il diritto ad una retribuzione superiore a quella riconosciuta, almeno per i 15 mesi antecedenti alla data di costituzione effettiva dell’azienda ospedaliero universitaria Ruggi. E ciò in forza della convenzione stipulata tra Ateneo ed Ospedale già nel 2008 ed in ragione di un finanziamento riconosciuto dalla Regione Campania nel 2010. Il giudice del lavoro, già in primo grado, aveva ritenuto infondato il ricorso, rigettandolo. Di qui l’appello dei medici-professori che si ritenevano danneggiati, appello respinto dal collegio presieduto dal giudice Vincenzo Vignes che ha dato ragione alla tesi dell’Ospedale Ruggi d’Aragona (sostenuta dall’avvocato Gaetano Paolino) e dell’Università di Salerno. In pratica, è stato rilevato come nessuno degli appellanti avesse fatto nulla, né avesse messo in mora ospedale ed Ateneo, prima del 2013, rivendicando il surplus di retribuzione solo dopo la costituzione ufficiale dell’azienda ospedaliero-universitaria. Ma il collegio, nella sentenza pronunciata il 23 ottobre scorso, ha anche dimostrato l’infondatezza della richiesta risarcitoria non essendoci alcuna violazione di un diritto soggettivo e non essendoci nulla di addebitabile nella condotta di Ospedale ed Ateneo, né sotto il profilo colposo né doloso. La sentenza fa tirare un sospiro di sollievo al Ruggi: l’eventuale accoglimento del ricorso, infatti, avrebbe sottoposto l’azienda ospedaliera ad un rilevantissimo esborso economico, sia risarcitorio che a fini di carriera.

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