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Decreto Sicurezza, Arci: ” Negare ai migranti l’acquisizione del documento di identità significa alimentare la clandestinità” Cronaca 

Decreto Sicurezza, Arci: ” Negare ai migranti l’acquisizione del documento di identità significa alimentare la clandestinità”

Non si abbassano i toni e lo scontro sul provvedimento di legge del governo noto come “decreto sicurezza” si fa sempre più aspro. A scendere in campo, l’Arci di Salerno che lunedì protocollerà una lettera al sindaco Vincenzo Napoli nella quale si chiede una netta presa di posizione contro il decreto sicurezza che, per l’associazione culturale e di promozione sociale, “ viola i valori fondamentali del nostro ordinamento …poiché le norme in essa contenute riguardano aspetti di specifica competenza dei Comuni”. In particolare, l’organizzazione chiede al Primo cittadino di Salerno di “ continuare a consentire ai richiedenti asilo politico e ai migranti titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari l’iscrizione anagrafica nelle liste del Comune di Salerno ed il rilascio della carta di identità”. Nella nota inviata alle redazioni giornalistiche, Arci di Salerno spiega che “ la residenza anagrafica e la carta di identità non sono state mai concesse, nel nostro Paese, ai clandestini. Da sempre, il migrante che richiede l’iscrizione all’anagrafe deve essere titolare di un permesso di soggiorno e con la carta di identità potrà svolgere un tirocinio in azienda e imparare un mestiere, lavorare con un contratto regolare. Le norme vigenti consentono ad un migrante che chiede asilo in Italia di essere assunto con un regolare contratto di lavoro, ma questa legge stabilisce ora che lo stesso migrante non può avere la carta di identità”. “Negare ai migranti legittimamente presenti sul nostro territorio l’accesso alla residenza e l’acquisizione del documento di identità non c’entra nulla con la sicurezza -continua la nota – semmai significa alimentare la clandestinità, lo sfruttamento, il lavoro nero e quindi creare il caos a scapito dell’inclusione sociale, minando tutte quelle pratiche e quei percorsi di integrazione alla base di una sana gestione del fenomeno migratorio.

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