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Fonderie, il punto dopo richiesta archiviazione dell’inchiesta per reati ambientali Cronaca 

Fonderie, il punto dopo richiesta archiviazione dell’inchiesta per reati ambientali

Da alcuni anni le Fonderie Pisano si sono trovate nel mezzo di una contesa tra diritto alla salute e diritto al lavoro.

Tra aperture e chiusure imposte dalla Procura, l’azienda salernitana ha perso circa il 60% del fatturato e numerose commesse con i dipendenti costretti a lavorare a rotazione, tra cassa integrazione o solidarietà.

Pochi giorni fa, però, i periti della Procura di Salerno hanno dichiarato che non c’è prova scientifica del nesso di causalità tra la presenza delle Pisano a Fratte e l’inquinamento e le morti per tumore degli abitanti della zona: il sostituto Roberto Penna ha proposto l’archiviazione dell’inchiesta.

Indagati, per reati ambientali, erano i cinque eredi dell’azienda di lavorazione della ghisa: Mario, Guido, Renato, Ciro e Ugo Pisano per i quali  l’inchiesta potrebbe definitivamente chiudersi.

A presentare la denuncia furono i rappresentanti del Comitato Salute e Vita che nel 2016 consegnarono a Penna una lettera-denuncia e i nominativi di oltre 200 persone, alcune già morte, altre ancora in lotta per la vita.

Sono stati presi in considerazione soprattutto i casi delle persone decedute. Sono state effettuate delle ricerche sugli effetti della silice con il cancro e non si sono trovate prove scientifiche.

Un risultato che ha spinto il legale rappresentante delle Fonderie Pisano, l’avvocato Salvatore Sica, a diramare una dura nota contro chi vuole mettere in dubbio la perizia e la conseguente decisione del magistrato.

Sica ha precisato che l’azienda ha sempre avuto fiducia nell’operato della magistratura e attende ancora una decisione sulla delocalizzazione.

La segreteria provinciale della Fiom Cgil, dal canto suo, punta il dito contro la burocrazia e la politica che ancora non hanno individuato la nuova area: Francesca D’Elia – raggiunta al telefono dalla nostra redazione – ricorda di aver sollecitato non più tardi di due giorni fa l’assessore regionale alle attività produttive Antonio Marchiello affinché organizzi quell’incontro di sintesi sul tema e si faccia paladino della promozione di una nuova cultura del lavoro in una logica 4.0.

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