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Gravina stoppa Lotito e De Laurentis: «Niente allenamenti almeno fino al 3 aprile» Sport 

Gravina stoppa Lotito e De Laurentis: «Niente allenamenti almeno fino al 3 aprile»

Lotito e De Laurentis sono stati stoppati da Gravina. Fino al 3 aprile nessun club potrà riprendere l’attività, nel rispetto dei decreti emessi dal governo. Come indicato da più parti il picco dell’emergenza Coronavirus è in arrivo e non è proprio il momento di abbassare la guardia. Anzi. Gravina è stato molto chiaro: «Ne sento di tutti i colori e ai miei interlocutori ripeto un concetto molto semplice – ha detto il presidente della Federcalcio –, noi abbiamo una stella polare, è il decreto del Governo che ha fissato al 3 aprile il primo, provvisorio traguardo per il ritorno agli allenamenti. Quella data, per ora, fa fede. Il resto è solo chiacchiericcio. La questione è nazionale e se si decide che tutti devono stare a casa, devono farlo tutti. In gioco non c’è soltanto la salute del Paese ma la tenuta come comunità. Il calcio deve osservare scrupolosamente questo principio».

Ad una settimana dal gong, in attesa di ulteriori indicazioni da Conte o da chi di dovere, per il momento non è possibile sbilanciarsi dunque sul ritorno alla normalità né sull’eventuale ripresa dei campionati, che porterebbe benefici notevoli anche per la ripresa economica del Paese: «Andrebbe bene anche il 20 maggio, valutando la ricaduta sul calendario internazionale – ha detto Gravina –. È la mia, la nostra, speranza: significherebbe avere la possibilità di rialzare la serranda del calcio italiano e offrire al Paese la spinta emotiva per recuperare il senso della vita normale. Io non dormo la notte per le sorti del calcio italiano che è un’industria del Paese con un indotto di molti miliardi. Mi preoccupa il futuro di tutte le componenti, dilettanti compresi. Il calcio chiederà provvedimenti che potrebbero non avere impatto sulle casse dello Stato».

Il presidente della Federcalcio, infine, ha detto la sua sulla questione del taglio del 30 per cento degli stipendi dei calciatori (che, nel caso specifico della Salernitana, consentirebbe al club di risparmiare circa 2 milioni e mezzo di euro): «Sul tema bisogna muovere rispondendo a un interrogativo: avete a cuore la tenuta del sistema calcio? Bene: poiché stiamo attraversando un’emergenza storica, una crisi mai vissuta prima se non durante la seconda guerra mondiale, la realtà esige provvedimenti che rispondano ai criteri della solidarietà e della sopravvivenza del calcio. Le resistenze, in materia, non sono consentite».

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