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Il malpancismo in Consiglio Comunale a Salerno e le malcelate ambizioni personali Cronaca 

Il malpancismo in Consiglio Comunale a Salerno e le malcelate ambizioni personali

La parola del giorno, ieri in Consiglio Comunale a Salerno, era “narrazione”. Narrazione surreale di una città che in verità non esiste, secondo i consiglieri di maggioranza affetti da malpacismo. Narrazione oltre il fattuale – che ignora i risultati positivi dell’amministrazione – secondo la definizione bizantina e sarcastica al tempo stesso che il sindaco ha voluto dare alle esternazioni dei suoi sostenitori recalcitranti.

Alla loro narrazione, aggiungiamo la nostra, modesta, di cronisti. In realtà, più che una vera narrazione, per dire quanto è successo ieri in aula a margine di decisioni importanti, basta pure un raccontino. Perché la messinscena degli scontenti che mettono il muso per la nomina di un nuovo assessore o per non essere stati coinvolti abbastanza è cosa già vista, pur essendo manifestazione di disagio legittimo e comprensibile.

Nonostante i numeri bulgari, il tempo delle truppe cammellate e blindate in consiglio comunale a Salerno è ormai finito . Nonostante la compattezza sbandierata, ognuno fa e dice quello che vuole, a giusto titolo: parafrasando la battuta di un celebre film “è la democrazia, bellezza. E non puoi farci niente”. Ma il problema non è il sacrosanto diritto-dovere di esprimere un dissenso politico, per quanto motivato. Il problema è che le reazioni scomposte di alcuni consiglieri di maggioranza, esternate pubblicamente nella sacralità di un’assemblea civica, appaiono come il capriccio di un bambino al quale i genitori hanno negato le caramelle.

Insomma, nella sostanza: che alcuni consiglieri di maggioranza si sentano un po’ messi da parte; che coltivino ambizioni da poltrona sulla base dei risultati elettorali; che rivendichino più spazio e visibilità, ci può stare. Ma il tutto dovrebbe essere condito con il sale della proposta fondata sul programma pensato per la crescita della città, dallo slancio ideale che dovrebbe accompagnare lo sguardo lungo di un’amministrazione.

Ed invece, la sensazione è che le rimostranze abbiano il respiro corto delle aspirazioni personali ed i paraocchi di una visione limitata al proprio orizzonte. Se c’è un tema serio di tenuta politica dei rapporti interni alla maggioranza se ne discuta nelle sedi opportune, ci si confronti anche in pubblico: ma per carità lo si  faccia sulle questioni di merito e soprattutto con dati alla mano.

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