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La truffa all’Inps e all’Agenzia delle Entrate scoperta dalla Procura di Nocera poteva essere evitata se avesse funzionato il sistema di controllo Cronaca 

La truffa all’Inps e all’Agenzia delle Entrate scoperta dalla Procura di Nocera poteva essere evitata se avesse funzionato il sistema di controllo

Sono state le confessioni di Gianluca Santilli ed Aniello Massaro a spianare la strada alla Procura ed ai Carabinieri di Nocera Inferiore. I due consulenti a capo dell’ente bilaterale Ebin e di Federaziende hanno ammesso quasi subito le loro responsabilità, spiegando come funzionava il meccanismo per truffare Inps ed Agenzia delle Entrate. La truffa all’Inps e all’Agenzia delle Entrate scoperta dalla Procura di Nocera poteva essere evitata se avesse funzionato il sistema di controllo: ecco come i consulenti del lavoro hanno beffato gli enti.

In pratica le oltre 80 ditte che si sono rivolte a loro in qualità di consulenti, aderivano ad Ebin e Federaziende beneficiando illecitamente di crediti di imposta basati su anticipazioni fittizie di denaro ai loro dipendenti. Le imprese in questo modo potevano accedere a compensazioni fittizie per conguagli su assegni familiari, malattia, maternità, bonus Renzi. In pratica, ottenevano indebite erogazioni previdenziali da parte dell’Inps e crediti di imposta dall’Agenzia delle Entrate.

L’ammontare della truffa scoperta dalla Procura di Nocera è per ora sui due milioni, ma la cifra potrebbe lievitare ancora. Santilli e Massaro hanno anche ammesso di aver trattenuto somme non dovute per scopi personali: infatti, la Ebin e Federaziende organizzavano corsi per la formazione e l’aggiornamento professionale incassando dalle ditte somme da destinare alla sicurezza dei lavoratori. Ma quei soldi prendevano altre strade per essere spartiti fra coloro che avevano messo in piedi la truffa.

Gli indagati sono 90, inclusi i titolari delle aziende coinvolte. Una montagna rispetto ai sei arresti contenuti nell’ordinanza, ma molte posizioni andranno ancora chiarite. E fa pensare la falla nel sistema dei controlli denunciata ieri dal Procuratore Centore: sarebbero bastati, infatti, pochi clic per scoprire la truffa consumata alle spalle dei lavoratori. Ed invece, ancora una volta, sono dovuti intervenire magistrati e forze dell’ordine.

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