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Licenziamenti La Città e TdS: crisi editoria locale parte da lontano Cronaca 

Licenziamenti La Città e TdS: crisi editoria locale parte da lontano

I colleghi della Città scioperano per altri cinque giorni in segno di protesta contro le quattro lettere di licenziamento recapitate ieri ad altrettanti giornalisti dalla Edizioni Salernitane. Scioperano e fanno bene. Nel pomeriggio, a Palazzo S.Agostino, arriva anche il presidente della Federazione nazionale della Stampa, Raffaele Lorusso. Va bene anche questo, perché è ora di tenere alta la testa, finalmente. Pare se ne siano accorti anche i vertici nazionali dell’Ordine dei Giornalisti, oltre che l’Ordine regionale della Campania: di questo va dato atto ai presidenti Carlo Verna e Ottavio Lucarelli.

Il caso della Città si sposa con quello di Telediocesi, che ha annunciato il licenziamento di quattro giornalisti e due tecnici. A loro, ovviamente, va tutto il nostro sostegno. A noi, però, la storiella della solidarietà senza azioni conseguenti non è mai piaciuta: è inutile quanto la retorica. Se si è arrivati a tanto è perché non sono stati colti per tempo segnali importanti, perfino banali per quanto erano evidenti.

A cominciare dal mercato di riferimento, sempre più asfittico in assenza di misure strutturali da parte del Governo e degli enti locali, per finire alla concorrenza selvaggia che ha dopato la raccolta pubblicitaria ancora possibile. E poi, le difficoltà del sistema televisivo locale, vecchie di almeno un decennio, di fatto ignorate e snobbate con sufficienza da tutti. Nessuno escluso. Anni ed anni di cassa integrazione, fondo di integrazione salariale, contratti di solidarietà ed infine part-time e licenziamenti. Nel silenzio colpevole di tutti e la solidarietà di nessuno. Oggi, all’improvviso, ci accorgiamo che la pallina è sul piano inclinato.

Ma il punto è questo: questa crisi non è nata all’improvviso. Pochi hanno sostenuto l’imprenditoria sana, gli editori capaci, i giornalisti che solo oggi – qualcuno – scopre essere “necessari”. Quella dell’editoria e dei mezzi di informazione è una vertenza nazionale, un caso, su cui si continua a fare spallucce, su cui è in atto una strategia demolitiva che non si è stati capaci, finora, di contrastare al centro e nelle periferie del Paese. Si facciano cose concrete, se si è capaci. A noi la storiella della solidarietà senza azioni conseguenti non è mai piaciuta.

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