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Mare “nero” a Santa Teresa: Guardia Costiera conferma controlli su storico arenile di Salerno Cronaca 

Mare “nero” a Santa Teresa: Guardia Costiera conferma controlli su storico arenile di Salerno

Il mare nero a Santa Teresa è come un pugno nello stomaco. Fa male ed è davvero intollerabile, perché quell’acqua scura la si vive proprio come il cazzotto gratuito di uno sconosciuto: ovvero, come un’ingiustizia intollerabile.

Lo storico arenile dei salernitani è ostaggio da ore di una spessa coltre di materiale la cui natura è attualmente all’esame dell’Arpac, come confermato in diretta a Buongiorno Lira dalla Guardia Costiera Capitaneria di Porto, che ha effettuato sopralluoghi e prelievi in zona. 

A tre giorni dalla prima segnalazione – fatta dagli attivisti del movimento ambientalista Fridays for Future – il mare nero di Santa Teresa è diventato un caso che attende le prime risposte dall’esito delle analisi che l’Arpac sta effettuando sui campioni di acqua e materiali. Sembrava, a prima vista, che potesse trattarsi di scarichi di liquami oleosi, magari avvenuti a largo. Ma la stessa Guardia Costiera ipotizza che la massa scura sia affiorata in superficie ed arrivata sulla spiaggia trasportata dalle mareggiate e le forti correnti. A vederla da vicino, poi, sembra addirittura di natura organica. 

Ovviamente saranno gli accertamenti tecnici a dire di cosa si tratta, ma certo è che già in estate – per liquami al tempo rossastri – fu fatto un campionamento per scongiurare contaminazioni di acqua e sabbia ed oggi è come rivivere quell’incubo, anche se per origini sicuramente differenti.

Sarà l’Arpac a chiarire, per consentire al Comune e alla Capitaneria – oltre eventualmente alla magistratura – di prendere i dovuti provvedimenti.

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