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Migranti: tra i 400 disperati, 2 cadaveri, molti ustionati e 40 donne Cronaca 

Migranti: tra i 400 disperati, 2 cadaveri, molti ustionati e 40 donne

È attraccata al Molo Manfredi di Salerno la nave Gregoretti che ha trasportato 400 migranti di provenienza prevalentemente subsahariana, recuperati nel corso di più salvataggi. Sulla nave – oltre ai cadaveri di due donne recuperate già morte in due distinti interventi – vi erano anche 354 uomini, 40 donne e almeno una decina di minori accompagnati e non. Non sono state riscontrate emergenze sanitarie ma, rispetto alle scorse volte, sono stati registrati molti casi di ustionati. Diverse anche le donne incinte che verranno sottoposte a controlli all’ospedale Ruggi di Salerno, cosi come tutte le persone che ne avranno necessità. Cento migranti rimarranno in Campania (tra questi i minori e le gestanti), altrettanti in Lombardia ed Emilia Romagna, 50 nel Lazio (escluso Rieti) e 50 in Veneto. Nell’ambito delle indagini su scafisti, ne sono stati individuati quattro presunti, che sono stati condotti in Questura. A riconoscerli sarebbero stati alcuni testimoni presenti a bordo. E’ probabile che loro sappiano fornire informazioni sul decesso delle due donne che non sono sopravvissute alla traversata. È stato anche sequestrato un cellulare ad un uomo che si presume di cittadinanza libica.

«La macchina organizzativa sanitaria – ha spiegato ai cronisti il direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone – è ormai collaudata. Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi situazione».

Il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, come prima cosa ha inteso ricordare che «anche oggi abbiamo due vittime sulla nave. Non dobbiamo dimenticarlo. È sempre una tragedia. Ancora una volta abbiamo dimostrato, come città, la nostra straordinaria capacità di accogliere queste persone. Deve essere il momento della solidarietà tra italiani e non. Queste persone le dobbiamo distribuire sui nostri territori e non deve esserci un carico eccessivo in alcune realtà rispetto ad altre, ma ci sia una equa distribuzione»

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