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Morto Antonio Rastrelli. cordoglio unanime per il politico “galantuomo” Cronaca 

Morto Antonio Rastrelli. cordoglio unanime per il politico “galantuomo”

Con Antonio Rastrelli scompare un galantuomo, su questo sono tutti d’accordo. Ma quello che forse andrebbe messo a fuoco è l’alto profilo umano e politico mantenuto dall’uomo delle istituzioni in ogni occasione, compreso quando un ribaltone frutto di un accordo da Prima Repubblica lo disarcionò dalla guida della Regione Campania nel gennaio del 1999. Era l’epoca dei governatori scelti in consiglio regionale (non c’era ancora l’elezione diretta del Presidente) e Rastrelli- dopo quattro anni di presidenza- uscì di scena in maniera limpida, stagliando la correttezza della sua visione istituzionale a fronte dell’accrocco in consiglio regionale ordito da settori della vecchia Dc e dal passaggio di campo dell’Udr di Mastella.

Al suo posto misero Andrea Losco, giusto il tempo di un giro di boa e poi nuove elezioni. Antonio Rastrelli ci riprovò, ma a sbarrargli la strada fu un campione di consensi d’allora, Antonio Bassolino, leader del centrosinistra campano all’alba del 2000. Proprio l’ex avversario lo ricorda così: «Siamo stati leali avversari, e mai nemici». Per il parlamentare Enzo Fasano, che fu insieme a Rastrelli in Alleanza nazionale, è stato «uno dei grandi della Destra campana e meridionale. A suo modo fu un innovatore, decisionista coraggioso e lungimirante, da sempre dialogante e rispettoso delle altre forze in campo».

Storico esponente del Movimento Sociale Italiano, nato a Portici nel 1927, Antonio Rastrelli aderì ad Alleanza Nazionale dopo la svolta di Fiuggi del ’95 e fu sottosegretario al Tesoro nel primo governo Berlusconi. È stato consigliere comunale a Napoli e più volte parlamentare.

Nel 2001 fu eletto dal Parlamento membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Per il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, Rastrelli era un «politico d’altri tempi, è stato un punto di riferimento per tutte le classi dirigenti, oltre gli schieramenti di appartenenza».

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