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Omicidio Persico, sconto di pena per Volpicelli. Il delitto non fu di stampo camorristico Cronaca 

Omicidio Persico, sconto di pena per Volpicelli. Il delitto non fu di stampo camorristico

Lo sconto di pena arriva dopo che la Cassazione ha ritenuto non di stampo camorristico l’agguato di Montecorvino Rovella in cui perse la vita Vincenzo Persico. Ieri la Corte d’Assise d’Appello ha ridotto le pene per i tre imputati. Alberto Volpicelli che quella sera del 19 gennaio 2014 impugnava la pistola che uccise Enzo “coca Cola”, ha avuto una riduzione di cinque anni: da diciannove anni la condanna passa a quattordici anni e due mesi. Dodici anni per Domenico Lamberti, alias Mimmo a’mafia, precedentemente condannato a 16 anni; 10 anni e 10mesi per Angelo Di Lucia, invece di 14. Implicato nell’omicidio, e condannato a sei anni ed otto mesi, Nicola Brunetto, che non ha presentato ricorso in Cassazione. I quattro sono detenuti dal 25 gennaio 2014. Ad arrestarli furono i carabinieri del Reparto Operativo che, coordinati dal sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, a distanza di poche ore ricostruirono modalità e movente del delitto. A sparare ad Enzo Persico, fu Alberto Volpicelli. Lo scontro tra i due fu avvenne per il controllo dello spaccio di droga nei Picentini. Enzo Persico, da poco arrivato a Montecorvino Rovella per scontare una condanna per rapina con un obbligo di dimora a casa della sorella, forte del nome del padre, puntava ad avere il controllo delle piazze di spaccio. Il delitto fu preceduto da una violenta lite. Per vendicarsi del pestaggio subito, Volpicelli, poche ore dopo, si armò di pistola e sparò a Persico. «Non volevo ucciderlo» ha sempre affermato il 25enne di Montecorvino Pugliano. Ad accompagnare in scooter Volpicelli in via Cavour fu invece De Lucia, che nelle sue dichiarazioni ha negato di conoscere le intenzioni dell’amico. La pistola fu fornita a Volpicelli da Lamberti, mentre Brunetto gli procurò i guanti.

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