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Omicidio piccola Jolanda: Riesame respinge il ricorso di Passariello. Rimane in carcere Cronaca 

Omicidio piccola Jolanda: Riesame respinge il ricorso di Passariello. Rimane in carcere

Giuseppe Passariello rimane in carcere. Il Riesame ha respinto il ricorso dell’avvocato che difende l’uomo accusato di aver ucciso la figlia di otto mesi a Sant’Egidio del Monte Albino. Giovedì è attesa la decisione per la moglie, in carcere con le medesime accuse.

Per il tribunale del Riesame l’impianto accusatorio impostato dalla Procura di Nocera, sulla scorta delle indagini svolte dai poliziotti della Mobile e del Commissariato nocerino, è pienamente condivisibile. Giuseppe Passariello deve rimanere in carcere, a Fuorni, con l’accusa di maltrattamenti e di omicidio aggravato in concorso con la moglie, Immacolata Monti, dal 5 luglio dietro le sbarre con le stesse ipotesi a suo carico. Ieri la pronuncia del collegio, che ha ascoltato le tesi dell’avvocato Calabrese, a difesa di Passariello, e la ricostruzione fatta dai pm Lenza e Lo Conte della Procura di Nocera Inferiore.

I due magistrati nocerini hanno dato corpo alla credibilità delle investigazioni fatte dalla Polizia, che ha ricostruito- anche tramite importanti intercettazioni ambientali- il contesto nel quale sarebbero maturati prima i maltrattamenti nei confronti della piccola Jolanda e poi l’omicidio, nella notte del 22 giugno, all’interno dell’abitazione della coppia, a Sant’Egidio del Monte Albino. Il legale di Passariello ha cercato di far passare l’involontarietà delle lesioni riscontrate alle guance, alle mani ed ai piedi della piccola di otto mesi: il padre- questa è la linea difensiva- non le avrebbe provocate con l’intenzione di indurre sofferenza.

Inoltre, la presenza simultanea di Passariello e della moglie nella casa del delitto non può rendere riconducibile con certezza l’omicidio all’uno o all’altro. Ma il Riesame ha convalidato lo stesso la misura cautelare in carcere e giovedì dovrà pronunciarsi anche sul ricorso presentato dalla moglie di Passariello, Immacolata Monti, il cui atteggiamento distaccato, le cui parole captate mentre confabula col marito in commissariato, hanno messo gli inquirenti sulla strada del coinvolgimento diretto nell’omicidio della figlia.

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