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Pisano, il progetto per le nuove Fonderie e la sindrome del “Nimby” Cronaca 

Pisano, il progetto per le nuove Fonderie e la sindrome del “Nimby”

Ciro Pisano ha presentato un progetto che era stato pensato interamente per la zona industriale di Buccino, prima che il sindaco di quella città- Nicola Parisi- gli sbarrasse la strada con una variante al piano urbanistico, destinando quei suoli ad insediamenti agroalimentari.

Su questo si pronuncerà la giustizia amministrativa, com’è noto: i ricorsi sul punto sono stati tutti riuniti e se ne riparlerà in aula, prima dell’estate. L’opposizione di Buccino, però, non è un caso isolato. Prima c’era stata quella altrettanto forte del Comune di Campagna, dove i Pisano avevano adocchiato un vecchio contenitore industriale dismesso. Anche lì le barricate, perché la zona sarebbe a vocazione agricola.

Insomma, è la sindrome del Nimby, per dirla alla anglossassone: Not In My BackYard; ovvero, dappertutto ma non nel mio giardino. E’ questo che perseguita le Fonderie Pisano: a fronte di una volontà a lasciare l’ormai vetusto sito di Fratte, ci si scontra con i “no” dei territori dove si ipotizza di costruire il nuovo stabilimento.

Le responsabilità, su questo, sono molteplici. Dalla poca credibilità maturata negli anni dalle stesse Pisano- finite più volte sotto la lente dei magistrati- ai balbettii di Arpac, Asl, Comune di Salerno e Regione Campania; passando per una campagna di denigrazione che spesso non ha giovato neanche a chi- da anni- chiede la delocalizzazione.

C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che trascurabile: ovvero la necessità per Pisano di liberare e bonificare l’area di Fratte dove c’è il vecchio opificio. Su quei suoli, infatti, il Piano Urbanistico di Salerno- in aggiornamento- confermerà altissimi indici edificatori per realizzare decine di appartamenti. Insomma, un’industria pesante- vecchia o nuova che sia- a Fratte non ci può più stare.

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