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Provincia di Salerno: le deleghe e i dubbi sul ruolo “schiacciato” di Salerno Cronaca 

Provincia di Salerno: le deleghe e i dubbi sul ruolo “schiacciato” di Salerno

«Il nuovo Consiglio provinciale, eletto il 3 febbraio scorso, sarà per me un sostegno fondamentale», dice il presidente Michele Strianese. Ma le scelte fatte nella composizione della squadra che lo affiancherà nei prossimi due anni denotano da un lato il segno della continuità con l’amministrazione Canfora; dall’altro la necessità di mettere ordine alla luce dei risultati venuti fuori dalle primarie del Partito Democratico.

Sotto questo profilo il dato più macroscopico è la nomina a vicepresidente di Carmelo Stanziola, che ha bruciato la concorrenza del sindaco di Cava de’ Tirreni, Enzo Servalli, assente ieri dalla conferenza di presentazione delle deleghe, forse non a caso. Segno che le scelte per le primarie del PD- ovvero Zingaretti-Martina- in qualche modo si scontano; se è vero che il presidente Strianese è da considerarsi attualmente fedelissimo delle truppe deluchiane (che erano pro Martina), mentre il sindaco di Cava si era speso per Zingaretti.

C’è poi il peso specifico della città di Salerno che, secondo alcuni, paga dazio rispetto ai territori della Provincia. Su questo la continuità con Canfora è più marcata, se è vero che in settori chiave (urbanistica, viabilità, ambiente, trasporti, personale) sono stati scelti rappresentanti delle aree a sud e nord del salernitano. A loro competerà la gestione dei principali capitoli di spesa contenuti nel bilancio appena approvato. Il ruolo di Salerno città appare più schiacciato, con la sola Paki Memoli a gestire un pacchetto di deleghe culturali di medio peso.

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