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Regionali: si parte da De Luca e Costa. Pd e Cinquestelle si studiano Cronaca 

Regionali: si parte da De Luca e Costa. Pd e Cinquestelle si studiano

Vincenzo De Luca è il candidato di una coalizione che si spera il più ampia possibile: parola del Pd, che però guarda ancora ai Cinquestelle. Resta in campo anche il ministro Costa per i grillini.

Se fosse una partita di calcio, commenteremmo le scelte unilaterali di Pd e Cinquestelle come una fase di studio, dopo l’ampia pretattica che ha anticipato la gara. Ma la decisione di mettere in campo, ognuno per conto proprio, le rispettive punte di diamante potrebbe non essere pura strategia, ma ragionamento politico se poi davvero, Pd e Cinquestelle, dovessero tirare dritto ed attaccare a testa bassa fino al triplice fischio delle prossime elezioni regionali.

Fuor di metafora, Vincenzo De Luca è il presidente uscente che ha dalla sua cinque anni di Governo che hanno mutato gli assetti a Santa Lucia ed un processo di risanamento della Regione senza precedenti: un tesoretto che difficilmente può essere liquidato per ragioni di Stato, tanto per essere chiari. Il Partito Democratico non può non puntare sul suo alfiere: scegliere un’altra opzione rappresenta un rischio, soprattutto se il gioco non dovesse valere la classica candela. La direzione di ieri ha soltanto ratificato quanto tutti già sapevano da tempo, eppure il momento della trattativa è tutt’altro che archiviato, preceduto dall’uscita della capogruppo in consiglio regionale, Valeria Ciarambino, che in contropiede rispetto ai suoi rimette in pista il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Qui, sulla metà campo dei Cinquestelle, la sensazione è che si giochi una partita nella partita, un risiko interno per ridisegnare gli equilibri in vista delle elezioni e non solo. Ciarambino non avrebbe un gruppo poi tanto compatto e sono tanti i pontieri che (con il placet di Roberto Fico) provano a fare sponda con il Pd, alleato di Governo a Roma. Deciderà Nicola Zingaretti, dicono alcuni in queste ore, ma è ovvio che il segretario democrat non potrà agire in solitaria e dovrà tenere insieme innanzitutto i suoi, i fuoriusciti fattisi partito a sé (Italia Viva in testa), per non parlare delle Sardine. I diretti interessati, Costa e De Luca, tirano dritto: l’uno a Roma a fare il ministro, l’altro a lavorare sulle cose concrete, lasciando apparentemente il resto agli altri. D’altronde, ieri in direzione, il governatore non c’era.

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