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Ricorso al Tar per Piazza della Libertà suggerisce stop al cantiere Cronaca 

Ricorso al Tar per Piazza della Libertà suggerisce stop al cantiere

Che il cantiere di Piazza della Libertà potesse subire uno stop, o meglio una sospensione, ve lo avevamo già detto ad inizio settimana, quando s’era avuta conferma del deposito (avvenuto venerdì) di un ricorso al Tar per bloccare l’assegnazione dei lavori alla ditta selezionata dal Comune di Salerno. La conferma arriva da Palazzo di Città, anche se non in via ufficiale, con considerazioni fatte dall’assessore all’urbanistica, Domenico De Maio, su richiesta di alcuni cronisti.

In effetti l’assessore avalla quanto già avevamo ipotizzato nel tg di lunedì scorso; ovvero la decisione del Comune di sospendere il contratto con il gruppo che fa capo alla Rcm di Rainone per attendere la pronuncia dei giudici amministrativi. Il ricorso presentato dal raggruppamento scalzato da Rainone e soci contesta l’esclusione basata sulla mancanza del requisito essenziale riguardo agli impianti in capo ad una delle ditte che fanno parte della cordata.

Le imprese Pamef, Sacco, Elettra, Di Maio s’erano aggiudicate in prima battuta il cantiere per il completamento di Piazza della Libertà; ma non hanno superato le successive verifiche perché il settore tecnico del Comune ha ritenuto che mancasse il requisito sull’impiantistica. Ed in questa decisione è stato confortato prima da un parere dell’Avvocatura e poi da una pronuncia del Consiglio di Stato datata 27 marzo. Per i ricorrenti, invece, le cose non stanno così e l’amministrazione avrebbe potuto scegliere un’altra strada, non essendo vincolante quella sentenza.

Nel merito, la questione approda al Tar entro il prossimo mese e mezzo. Ma nel frattempo, il Comune di Salerno non se la sente di firmare il contratto con Rainone e di aprire il cantiere della Piazza sotto la spada di Damocle della giustizia amministrativa. Per evitare ulteriori contenziosi, la prudenza suggerisce una saggia sospensione. E non è peregrino immaginare che la vicenda non si esaurisca davanti al Tar. Nel qual caso, slitterebbe anche la consegna della piazza finita entro il 2020.

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