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Rifiuti: la “nuova” rivolta di Battipaglia è comprensibile, ma lascia perplessi Cronaca 

Rifiuti: la “nuova” rivolta di Battipaglia è comprensibile, ma lascia perplessi

Qualcuno l’ha ribattezzata, con un pizzico d’enfasi, la nuova rivolta di Battipaglia. E di certo il blitz dei comitati civici per la difesa dell’ambiente nel Palazzo di Città di Piazza Moro rappresenta un colpo di reni di una società civile troppo spesso “dormiente”. Ma va pure detto che manifestazioni di forza come quella di ieri sera, peraltro durante un’assemblea eletta in modo legittimo, lasciano perplessi per le modalità dell’azione e per i toni, seppure condivisibili per gli argomenti che la gente ha posto in maniera “muscolare” al consiglio comunale di Battipaglia. Come documentato – tra gli altri- dalla diretta streaming del sito Zon, tutto è cominciato fuori dal Palazzo, all’ingresso, dove una folla si era radunata dopo le esasperazioni provocate dall’ennesimo incendio in una piattaforma privata per i rifiuti e dopo le troppe incertezze sulle politiche ambientali per il territorio.

Per evitare problemi di ordine pubblico, il cordone di Polizia tratta con i comitati e scioglie il cordone di sicurezza fino alle soglie dell’aula consiliare, dove nel parapiglia di spintoni e parole grosse, ci scappa qualche manganellata. A quel punto, in un clima tesissimo, si discute per trovare una soluzione. La gente vuole partecipare al consiglio comunale, ne ha il diritto. Ma c’è un problema di ordine e sicurezza. Alla fine, prevale il buon senso e la gente entra in aula. Tornata una parvenza di calma, all’arrivo della sindaca Cecilia Francese scoppia il putiferio e si leva il coro “dimissioni, dimissioni”.

La sindaca a fatica riesce a parlare, a spiegare che c’è chi lavora nell’ombra per dividere la comunità battipagliese, per far cadere l’amministrazione comunale e creare un vuoto di potere nel quale annidare il malaffare. Denunce pesanti, come l’attacco frontale alla magistratura che- secondo Francese, ben poco starebbe facendo sui roghi sospetti e sulle anomalie nel ciclo dei rifiuti. Il clima è incadescente, le parti non riescono a ritrovarsi se non quando il marito di Marianna Gioia- morta pochi giorni fa per cancro – non invita tutti all’unità di intenti.

Ne viene fuori un via libera a ragionare sull’ipotesi di un commissario di Governo per i rifiuti e l’ambiente a Battipaglia. Ma per la storia della città, quella di ieri è una pagina sebbene comprensibile, tutto sommato poco edificante.

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