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Salernitana, a Ventura servono giocatori di spessore e non nomi di grido Sport 

Salernitana, a Ventura servono giocatori di spessore e non nomi di grido

Claudio Lotito ha promesso ai tifosi una Salernitana forte e in grado di far divertire la sua gente. Per avere una squadra del genere, dopo aver affidato la panchina ad un allenatore navigato (ma in cerca di rilancio dopo due esperienze negative) servono calciatori di spessore, non di nome, non dal passato illustre e con la pancia piena, ma elementi che abbiano comprovate qualità e che siano disposti a dare il massimo per la causa.

Altrimenti si corre il rischio di immaginare, alla vigilia dell’avvio delle ostilità, un roster competitivo, solo sulla carta, nelle intenzioni. E allora è proprio in questa direzione che, dopo i flop degli scorsi anni (i vari Foggia, Rosina, Di Gennaro sono l’esempio di quello che stiamo dicendo), dovrà muoversi il mercato della Salernitana.

Chi lo conosce, definisce Gian Piero Ventura impaziente. Il tecnico ligure attende buone nuove dalla società riguardo alla definizione delle operazioni avviate nei giorni scorsi. Il trainer granata, pur consapevole delle difficoltà riguardanti l’avvio della campagna estiva dei trasferimenti, non vuole partire per San Gregorio con un parco giocatori troppo diverso da quello con cui poi affronterà il campionato di Serie B 2019/20.

Questo è un errore che hanno commesso i suoi predecessori e che è costato loro il posto a stagione in corso. Se da qui a domenica, quando la squadra si trasferirà in ritiro, effettivamente saranno arrivati i giocatori (non tutti, ma alcuni sì) richiesti da Ventura e se effettivamente agli esuberi verrà chiesto di rimanere a casa (a meno che nel frattempo non avranno trovato una nuova collocazione), allora potremo parlare di una reale inversione di tendenza rispetto al recente passato.

In caso contrario, la Salernitana, che rischia di trovarsi “ostaggio” dei 32 elementi già vincolati, potrebbe andare incontro agli stessi problemi accusati negli ultimi anni, con una rosa definita solo in prossimità del gong e con calciatori costretti a saltare la preparazione (e a lavorare da soli nella migliore delle ipotesi).

Un altro argomento “caldo” riguarda i giocatori di proprietà della Lazio: se dal club capitolino qualcuno dovrà essere dirottato a Salerno, è bene che ciò avvenga subito e non a mercato inoltrato. E soprattutto che siano atleti effettivamente convinti di sposare la causa granata (e non che sentano di essere stati “declassati” e che dunque non abbiano gli stimoli giusti per ripartire).

Intanto, la Salernitana ha strappato il sì di Migliorini, che rimarrà in granata per altre due stagioni.

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