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Salernitana, Colantuono alle prese col rebus relativo al modulo Sport 

Salernitana, Colantuono alle prese col rebus relativo al modulo

Cambiare, alla luce dei problemi evidenziati nelle prime due giornate e delle caratteristiche dei giocatori arrivati negli ultimi giorni di calciomercato, o proseguire sulla strada della continuità, e puntare sul modulo provato sin dall’inizio del ritiro? E’ questo il dilemma con cui sta facendo i conti mister Colantuono. Il trainer granata si sta confrontando col suo staff e molto probabilmente anche con i suoi superiori per cercare di comprendere quale sia la soluzione migliore per quello che sembra diventato un rebus. E’ innegabile che a Lecce quando la squadra si è sistemata con la linea difensiva a quattro e il rombo a centrocampo, con Di Gennaro alle spalle delle due punte, i granata sono parsi quasi naturalmente a loro agio. Sacrificare l’ex di Lazio e Cagliari in cabina di regia (laddove può comunque far valere mezzi tecnici superiori alla media per la categoria), sembra oggi un delitto. E per questo motivo Colantuono a Lecce prima è passato al 3-4-1-2, per poi chiudere il match con il 4-3-1-2 quando c’è stato da attaccare ulteriormente. L’altro problema evidenziato nei primi due turni di campionato riguarda l’esterno di sinistra: Pucino è un destro e per crossa è portato a rientrare sul piede preferito, perdendo il tempo di gioco; Vitale, tra l’altro a scadenza di contratto, ha firmato un esordio negativo, a conferma di una trend già evidenziato nel finale della scorsa stagione. Dal mancino napoletano Colantuono si aspettava qualche cross invitante per Djuric, ma non ne sono arrivati (non che Casasola sull’out opposto abbia fatto molto di più). Entrambi, probabilmente, potrebbero trovarsi più a loro agio in una difesa a quattro piuttosto che come quinti di centrocampo. Da domani la Salernitana tornerà ad allenarsi e il trainer granata dovrà decidere che strada intraprendere: di certo il fatto che la Salernitana tornerà in campo solo il 16 settembre per affrontare il Padova all’Arechi rappresenta un vantaggio per il tecnico romano, che avrà modo di perfezionare i meccanismi e di far raggiungere agli ultimi arrivati un livello di condizione ottimale.

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