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Salernitana, i granata in versione esterna non convincono neanche a Venezia Sport 

Salernitana, i granata in versione esterna non convincono neanche a Venezia

Venezia-Salernitana è stata decisa da un episodio. Anzi da due. Prima il tiro di Di Gennaro che non entra per questione di centimetri e va a sbattere sulla traversa. Poco dopo l’eroe di questo avvio di stagione, il para-tutto Micai, compie un intervento difettoso sulla punizione di Di Mariano e permette a Domizzi di segnare il gol che si rivelerà decisivo. La differenza è tutta lì? Forse. Di certo c’è che in avvio di gara la Salernitana si fa preferire al Venezia. I granata scendono in campo con Casasola confermato nel terzetto difensivo completato da Mantovani e dal rientrante Schiavi; Anderson e Vitale sulle fasce; Palumbo e Di Tacchio a far legna e Di Gennaro libero di dare qualità; Bocalon e Djuric, preferito in extremis a Vuletich, in avanti. La Salernitana tiene bene il campo. Il “Doge”, ex di turno, potrebbe sbloccarla, ma Vicario gli nega la possibilità di iscrivere il suo nome nel tabellino per la terza settimana consecutiva. Quindi grazie al lavoro sporco di Djuric, Di Gennaro può lasciar partire un sinistro dalla traiettoria beffarda, che viene però respinto dai legni della porta lagunare. Nell’unica circostanza in cui in tutta la gara la retroguardia granata si fa trovare impreparata, a causa di una palla persa sulla trequarti, Mantovani deve abbattere Di Mariano. E’ il momento chiave del match: Modolo allunga la barriera granata, Di Mariano calcia proprio nella sua zona, il difensore lagunare si abbassa e Micai vede la palla sbucare solo all’ultimo istante. L’intervento dell’ex Bari è goffo e nessuno si prende la briga di tagliar fuori Domizzi, il quale da due passi ribadisce in rete. Conseguito il vantaggio, il Venezia non fa granchè per legittimarlo. La Salernitana, però, si vede solo su un calcio piazzato di Di Gennaro, con la deviazione debole di testa di Djuric. Nell’intervallo lo stesso Di Gennaro resta negli spogliatoi per infortunio e al suo posto Colantuono spedisce in campo Odjer. La ripresa è estremamente “spigolosa”. Il Venezia ci tiene a bissare il successo conseguito a Cremona la scorsa settimana e i granata sbattono contro un muro. Oltre ad un altro colpo di testa di Djuric, imbeccato stavolta da Vitale, i granata non creano granchè. E non bastano l’esordio di un volitivo Andrè Anderso (subentrato a Palumbo al 14esimo) né l’ingresso di Jallow al posto di Anderson (con Casasola spostato a destra e il passaggio ad un 4-2-4 decisamente a trazione anteriore). Il Venezia ringrazia Vicario e l’imprecisione dei granata e, pur non impensierendo ulteriormente Micai, riesce a spezzare il sortilegio e a tornare al successo al Penzo, dove non vinceva da più di due mesi (l’ultimo successo, 1-0 allo Spezia, era datato 25 agosto). Con Zenga i veneti hanno ottenuto 8 punti in 4 partite. La Salernitana, invece, in trasferta deve ancora trovare il modo di rendere al meglio delle proprie possibilità.

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