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Salernitana, si vede già la mano di Ventura Sport 

Salernitana, si vede già la mano di Ventura

Se una rondine non fa primavera, una vittoria, seppur netta e meritata, non fa forse testo più di tanto. Ma crea comunque entusiasmo, che pure aiuta. La squadra a prendere fiducia e la piazza a superare, almeno in parte, il comprensibile scetticismo scaturito dall’ultima annata deludente. Siamo appena a metà agosto, è presto per emettere giudizi ma è giusto prendere quanto di buono ha mostrato l’esordio ufficiale nella nuova stagione. Contro il Catanzaro la Salernitana ha espresso un gioco gradevole, veloce, con passaggi frequenti e misurati, sovrapposizioni continue sulle fasce e ha creato tante occasioni da gol. Il tutto accompagnato da un possesso palla prolungato ma mai fine a sé stesso. Cose che all’Arechi non si vedevano da tempo.

Passi in avanti da fare ce ne sono ancora tanti, anche perché, a circa due settimane dall’esordio in campionato, la condizione fisica, com’è normale che sia, è in fase di crescita. Ma già si nota che la Salernitana ha un’idea precisa di come stare in campo, vuole proporre ed affermare il proprio gioco e non solo distruggere quello avversario. La mano di Ventura, insomma, si vede eccome, grazie alla disponibilità dei calciatori che credono nel lavoro che stanno portando avanti. Tra allenatore e gruppo sembra essersi creato un feeling importante. E questo è un aspetto fondamentale per arrivare lontano. A tutto ciò, Ventura vuole aggiungere due rinforzi dal mercato.

“A quel punto nulla può essere precluso alla Salernitana” dice l’allenatore genovese che ha capito bene le ambizioni della piazza. Che poi sono le stesse di un tecnico che, dopo una lunga carriera, ha ancora voglia di mettersi in gioco. E anche di divertirsi, sperando di coinvolgere sempre più spettatori. Attraverso le prestazioni ed ovviamente anche i risultati. “Vogliamo che i 5mila col Catanzaro diventino 6mila e poi 7mila e così via, sperando un giorno di riempire l’Arechi” dice Ventura. Lanciando un messaggio chiaro ai tifosi ma anche ai suoi calciatori. Una sorta di appello motivazionale per ricreare l’entusiasmo perduto a Salerno.

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