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Scandalo alla commissione tributaria: alcuni indagati vanno ai domiciliari Cronaca 

Scandalo alla commissione tributaria: alcuni indagati vanno ai domiciliari

Sono stati scarcerati e mandati ai domiciliari molti degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione alla commissione tributaria regionale.

Vanno ai domiciliari consulenti ed imprenditori coinvolti nello scandalo delle sentenze pilotate alla commissione tributaria regionale. La decisione di collaborare, presa da molti indagati durante gli interrogatori di garanzia in carcere, ha spinto il gip Indinnimeo ad accogliere la richiesta di attenuazione delle misure cautelari. Dietro le sbarre resta, invece, il consulente Andrea Miranda (che non ha risposto alle domande del giudice); mentre è tornato libero il consigliere comunale di Castel San Giorgio Alfonso De Vivo, che a Miranda pagò una parcella da tecnico senza sapere- però- che una parte di quei soldi sarebbe andata nelle mani di un giudice corrotto, a titolo di tangente.

Rimangono detenuti in carcere, invece, i giudici tributari Fernando Spanò e Giuseppe De Camillis ed i funzionari della commissione regionale Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino. Attorno a loro ruotava l’intero sistema corrotto scoperto dalla Procura di Salerno, che ora è pronta ad una seconda tornata di interrogatori per trovare ulteriori riscontri anche rispetto ai nuovi elementi, aggiuntisi all’inchiesta grazie alle rivelazioni fatta da molti degli arrestati. La sensazione è il campo d’indagine possa allargarsi a dismisura, arricchendosi di denunce che possono tirare dentro altri episodi, altre sentenze, altre persone.

Indicativo è quanto detto da uno degli arrestati, durante l’interrogatorio davanti al gip. In commissione tributaria regionale c’era gente che prendeva mazzette anche soltanto per leggere i fascicoli.

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