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Spari contro auto Siniscalchi; pochi indizi: D’Onofrio e Ventura liberi Cronaca 

Spari contro auto Siniscalchi; pochi indizi: D’Onofrio e Ventura liberi

Liberi perché non vi sono riscontri, né sufficienti indizi di colpevolezza a loro carico. Da ieri pomeriggio Carmine D’Onofrio ed il cugino Vincenzo Ventura sono stati scarcerati, dopo le arringhe difensive dei legali Sassano e De Feo, che hanno fatto rilevare al gip Indinnimeo le incongruenze della denuncia all’origine del fermo.

Carmine D’Onofrio è il figlio di Ciro D’Onofrio, ucciso due anni da Eugenio e Gennaro Siniscalchi in Viale Kennedy a Salerno. Secondo quanto denunciato dal padre, dalla madre e dalla compagnia di Siniscalchi, il giorno dell’arresto di Eugenio, Carmine D’Onofrio e Vincenzo Ventura avrebbero affiancato la loro auto a Fratte, a bordo di uno scooter Liberty, esplodendo contro l’Audi A3 un colpo di pistola e pronunciando frasi intimidatorie.

I due cugini, il giorno dopo la denuncia sporta dai Siniscalchi, si sarebbero recati spontaneamente nella caserma della Squadra Mobile di Salerno per chiarire la loro estraneità ai fatti. Ma, con sorpresa loro e degli avvocati De Feo e Sassano, il pm Colamonici li ha fermati perché indiziati di delitto, a scopo cautelativo. Pesava, infatti, il dubbio che potessero nutrire risentimento per i familiari di Eugenio Siniscalchi e meditare vendetta per l’uccisione di Ciro D’Onofrio.

Supposizioni, però, non suffragate da sufficienti indizi e soprattutto da riscontri oggettivi: i sopralluoghi non hanno evidenziato nulla, né sono stati raccolti bossoli nella zona del presunto agguato o rinvenuto fori sulla carrozzeria dell’Audi. Inoltre, a casa di Carmine D’Onofrio sono stati scoperti solo alcuni bossoli di diverso calibro, ma nessun’arma ed i cugini hanno sempre negato di essere stati a Fratte quel pomeriggio.

Con questi elementi, non è stato possibile al gip del Tribunale di Salerno convalidare il fermo di indiziato di delitto e D’Onofrio e Ventura sono tornati in libertà.

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